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La contabilità ambientale degli enti pubblici è un sistema
contabile parallelo alla rendicontazione economica e finanziaria, riguardante
nello specifico le tematiche ambientali di competenza diretta ed indiretta
dell’Ente.
Questa nuova procedura nasce dalla necessità di riformare i sistemi di
definizione e controllo delle strategie pubbliche con procedimenti adeguati a
misurare la sostenibilità dello sviluppo del territorio, ossia capaci di
internalizzare la variabile ambientale nelle decisioni politiche.
La contabilità ambientale è infatti uno strumento sviluppato per rileggere e
interpretare le attività ambientali dell’ente e migliorare le politiche in
direzione della sostenibilità. La redazione del bilancio ambientale consente di
monitorare lo stato dell’ambiente e di valutare concretamente le conseguenze
ambientali (positive o negative) delle principali attività dei Comuni e delle
Province.
La contabilità ambientale rappresenta anche un mezzo di comunicazione con la
comunità locale. Con il bilancio verde sono esplicitati i contenuti ambientali
delle diverse politiche e, in questo modo, si comunicano alla collettività i
risultati ottenuti dalla pubblica amministrazione in questo campo, a fronte
degli impegni assunti e pattuiti con comunità stessa.
La contabilità ambientale comprende una parte economica ed una fisica.
I conti economici valutano le risorse naturali e le interazioni uomo/ambiente
utilizzando come unità di misura la moneta. Si basano sulla classificazione
delle spese di un ente in relazione all'impatto sull'ambiente.
La parte fisica definisce lo stato dell’ambiente, attraverso la quantificazione
delle risorse naturali disponibili e il grado di utilizzo da parte dell'uomo.
Richiede l’impiego di indicatori ambientali e di sostenibilità, quali, ad
esempio, gli ICE (Indicatori Comuni Europei per la sostenibilità urbana) o i
metodi di calcolo dei consumi umani di risorse naturali (per esempio l'impronta
ecologica o analisi dei consumi energetici). |