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La contabilità ambientale si ispira ai principi che la comunità internazionale
ha posto alla base del concetto stesso di sviluppo sostenibile fin
dall’approvazione dell’Agenda 21, nel corso dell’Earth Summit di Rio de Janeiro
del 1992. riaffermati 10 anni dopo dal vertice ONU sullo sviluppo sostenibile
tenuto a Johannesburg, con l’invito ai governi locali a "sviluppare strategie
che integrino le dimensioni economiche, sociali, ambientali e culturali dello
sviluppo e una governance locale trasparente ed efficace".
L’adozione di strumenti di contabilità ambientale, a tutti i livelli
dell’amministrazione, è raccomandata anche dalla Commissione Europea, nel V e
nel VI Programma d’Azione in materia ambientale.
Nel V Programma d’Azione “Per uno sviluppo durevole e sostenibile” del 1992 la è
stato introdotto, a partire dal 1995, “l’obbligo per gli Stati membri di
presentare a titolo sperimentale dei bilanci nazionali elaborati secondo criteri
ecologici (ad esempio tenendo conto del patrimonio naturale rappresentato
dall’aria, dall’acqua, dal suolo, dal paesaggio, dal patrimonio culturale
ecc.)”. Tra i provvedimenti necessari, il programma menziona l’“ampliamento e
l’adeguamento degli strumenti tradizionali impiegati per l’elaborazione di
statistiche economiche, sulla base delle ricerche condotte a livello nazionale
ed europeo, nonché la revisione degli indicatori economici principali, quali il
PNL, affinché rispettino il valore delle risorse naturali e ambientali impiegate
per la produzione dei redditi attuali e futuri, affinché rilevino sulla base di
valori monetari prestabiliti le perdite e i danni arrecati all’ambiente”.
Nel VI Programma, valido fino al 2010, la Commissione ha sottolineato nuovamente
la necessità di integrare la variabile ambientale in tutti i piani e interventi
delle amministrazioni.
La Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 2 marzo 2004 riporta che:
"L'adozione di un sistema di contabilità ambientale a tutti i livelli di governo
permetterebbe ai decisori politici di rendere conto alle comunità amministrate
dei risultati ambientali e delle politiche messe in atto, basandosi su dati
affidabili e informazioni costantemente aggiornate sullo stato dell'ambiente, di
integrare la variabile "ambiente" nel procedimento decisionale pubblico a tutti
i livelli di governo, e infine di accrescere la trasparenza riguardo gli effetti
delle politiche dei poteri pubblici sull'ambiente".
Nel giugno 2004, nell’ambito della IV Conferenza europea delle Città sostenibili
("Aalborg+10"), è stata auspicata l’adozione di strumenti per rendere le
decisioni delle amministrazioni chiare, motivate e trasparenti ed è stata
prevista, per le città che hanno sottoscritto gli "Aalborg Commitment" la
verifica dei risultati raggiunti rispetto agli impegni presi. |