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A Marghera la prima centrale ad idrogeno del Mondo
 

Entrerà in funzione nel 2009 a Fusina, provincia di Venezia, il primo impianto ad idrogeno di taglia industriale

L'amministratore delegato e direttore generale di Enel Fulvio Conti, il Presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, il Sindaco di Venezia Massimo Cacciari, il Presidente della Provincia di Venezia Davide Zoggia, e il Presidente dell'Unindustria di Venezia Antonio Favrin hanno inaugurato ieri il cantiere per la costruzione di una innovativa centrale a ciclo combinato alimentata a idrogeno. Lo si legge in una nota.

Il cantiere realizzerà una centrale della potenza di 12 MW, più 4 MW derivanti dall'uso nell'impianto a carbone esistente dei gas caldi prodotti dalla turbina alimentata a idrogeno, con un rendimento elettrico complessivo pari al 43%. Comporterà un investimento di 47 milioni di euro; l'entrata in esercizio è prevista per il 2009. L'energia prodotta, pari a circa 60 milioni di chilowattora l'anno, sarà in grado di soddisfare il fabbisogno di 20.000 famiglie, evitando l'emissione in atmosfera di oltre 17.000 tonnellate di anidride carbonica (CO2).

E' il primo impianto al mondo di questo tipo: sorgerà nell'area della centrale Enel "Andrea Palladio" di Fusina, adiacente al Petrolchimico di Porto Marghera (Venezia) dal quale riceverà l'idrogeno generato come by-product del ciclo produttivo.

L'impianto sperimentale ad altissima efficienza si colloca nell'ambito dei progetti di Hydrogen Park, il Consorzio nato nel 2003 su iniziativa dell'Unione Industriali di Venezia, con il sostegno della Regione Veneto e del Ministero dell'Ambiente per circa 4 milioni di euro, allo scopo di promuovere nell'area di Porta Marghera lo sviluppo e le applicazioni delle tecnologie dell'idrogeno nel settore del trasporto e della generazione. In futuro, l'idrogeno necessario ad alimentare l'impianto potrà essere ottenuto anche dalla gassificazione del carbone associata alla cattura della CO2.

"La centrale di Fusina - ha ricordato Fulvio Conti- è la più adatta a ospitare questa prima mondiale: ha, infatti, una lunga tradizione di ricerca e innovazione attenta all'ambiente, grazie alle capacità tecnologiche di Enel e al sostegno delle istituzioni locali e regionali. Il nuovo impianto, che pone Enel e l'Italia all'avanguardia nell'innovazione tecnologica per uno sviluppo compatibile, fa parte del ?Progetto Ambiente e Innovazione' che prevede 7,4 miliardi di euro di investimenti entro il 2012. Un impegno che testimonia la determinazione di Enel a vincere la sfida di produrre energia elettrica in abbondanza, a costi competitivi, nel rispetto dell'ambiente".

Proprio a Fusina, infatti, per la prima volta in Italia, sono stati adottati fin dal 1997 desolforatori e denitrificatori; dal 1999, i filtri a manica per l'abbattimento delle polveri; dall'anno scorso, nuovi sistemi di ambientalizzazione. Inoltre, Fusina è all'avanguardia nell'affrontare uno dei più gravi problemi del nostro paese: lo smaltimento dei rifiuti.

Dopo un'ampia sperimentazione, concordata con Regione Veneto, Provincia e Comune di Venezia, oggi la centrale è in grado di utilizzare in piena sicurezza 35.000 tonnellate di CDR, combustibile derivato dalla raccolta differenziata e dal trattamento dei rifiuti solidi urbani. E' l'equivalente dei rifiuti prodotti da 150.000 persone: usando al posto del carbone il CDR per alimentare le caldaie della centrale, ne viene recuperato il contenuto energetico ed evitata la messa in discarica, risparmiando emissioni di CO2 pari a oltre 27.000 tonnellate all'anno. Nel corso del 2008, Enel, in accordo con Veritas/Ecoprogetto, punta ad ottenere l'autorizzazione ambientale a raddoppiare il quantitativo di CDR utilizzato a Fusina.

Fonte: repubblica.it






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Inserito da: Redazione il 09/04/2008

Categorie: Cambiamenti climatici, Energia

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