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Addio batterie, arrivano gli eco-gadget
 

Ultramoderni sì, ma anche rispettosi dell'ambiente. Fra telefonino solare e walkman allo zucchero, il futuro dei gadget elettronici è sempre più ecocompatibile, e fra qualche anno a dare energia ai più evoluti ritrovati della tecnica saranno le energie più antiche conosciamo, come quella del sole o del vento. L'ultimo 'eco-gadget' presentato in ordine di tempo è il telefonino alimentato a glucosio, sviluppato dalla Sony. Il prototipo della bio-batteria, si legge in un comunicato dell'azienda, è in grado di generare elettricità dai carboidrati separando gli enzimi che rilasciano energia attiva. Il progetto di ricerca è ancora in fase iniziale, tuttavia dagli esperimenti finora eseguiti è stato possibile raggiungere una potenza complessiva di circa 50 milliwatt, sufficiente per adesso ad alimentare un piccolo congegno elettronico. Sony ha dichiarato che continuerà a investire nelle bio-batterie al glucosio, con l'obiettivo a lungo termine di ottenere una versione commercializzabile della nuova tecnologia eco-compatibile, che potrebbe in teoria permettere di eliminare le attuali batterie al litio e al nichel, altamente nocive per l'ambiente. Per chi non avesse lo zucchero a portata di mano, stanno arrivando sul mercato gli apparecchi elettronici a energia solare: il principe di questa 'rivoluzione verde' è sicuramente il telefonino. Un produttore cinese ne ha sviluppato uno per cui basterà un'ora di esposizione solare per poter avere circa 40 minuti di conversazione. E questa è solo l'ultima di una serie di aziende che puntano sulle energie verdi anche per la telefonia mobile. Una nota azienda americana, ha di recente brevettato un cellulare con un pannello solare sotto al display, in grado di alimentare il telefonino senza limiti temporali e nessun alimentatore da parete, mentre un'altra invece integra alcuni moduli fotovoltaici per la ricarica della batteria, non solo del telefonino, ma anche di altri apparecchi. E sulle batterie si è concentrato anche un ingegnere inglese, Ben Jandrell, che ha messo a punto un prototipo di caricabatteria 'eolico'. Pensato come gadget da regalare soprattutto ai molteplici campeggiatori che affollano ogni anno il Glastonbury Festival, è stato ideato e realizzato per montarlo sulle tende dei campeggiatori, ricaricando così i propri apparecchi elettronici durante la notte. Ma la moda ecologica non poteva non contagiare anche i computer: ha un nome italiano il primo mouse fotovoltaico, che si chiama 'O Sole mio'. A battezzarlo così un gruppo di ricercatori olandesi. E' sufficiente lasciarlo al sole per almeno un'ora e mezzo per la ricarica. Gli ideatori hanno stimato, che diverse centinaia di milioni di batterie all'anno potranno, così, essere risparmiate su scala globale. Sarà sufficiente 'mettere in carica' al sole il mouse, nei momenti liberi per contribuire al risparmio energetico. Per tutti gli 'eco-gadget' sarà sicuramente necessario un contenitore adeguato ed è già pronto, e addirittura in commercio, alla cifra ancora non troppo modica di 250 dollari. Si tratta di uno zainetto che ha applicato sulla parte posteriore un pannello fotovoltaico, commercializzato da una ditta americana da un'idea di un ingegnere irlandese:"Con questo prodotto - spiega Eoin O'Halloran - si possono eliminare le comuni batterie di tutti gli apparecchi elettronici, dai cellulari ai lettori mp3". Ovviamente, a patto che non piova.

Fonte: ansa.it

Inserito da: Redazione il 26/08/2007

Categorie: Cambiamenti climatici, Energia

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