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Alborella e persico reale quasi a rischio
 

Rapporto del Wwf sul Lago di Como: l'inquinamento minacci anche trota e agone

Agone e trota lacustre sono 'minacciati'. Alborella e persico reale sono 'quasi a rischio'. Secondo un'analisi del Wwf intitolata 'Acque in Italia. L'emergenza continua: a rischio molte specie di pesci', alcuni tra i più pregiati pesci lacustri sono minacciati dall'inquinamento ambientale e dalla presenza di specie aliene, vale a dire estranee all'ecosistema locale.

La ricerca è stata condotta su scala nazionale, ma Pierangelo Piantanida, responsabile comasco del Wwf, spiega che le stesse criticità valgono per il Lago di Como. «L'allarme è stato lanciato anche dai pescatori - ha detto - I fattori che concorrono a mettere a rischio alcune specie di pesci sono molteplici. Innanzitutto, non è detto che i cambiamenti climatici non possano influire. In molti bacini fluviali e lacustri, poi, incide anche l'immissione di specie esotiche. In Svizzera, ad esempio, le autorità locali si sono attivate per salvaguardare l'alborella indigena, proprio perché la presenza di specie esotiche rischia di danneggiare i pesci locali». «Anche sul Lario si riscontrano problemi simili - prosegue Piantanida - non bisogna poi dimenticare che la questione degli scarichi a lago non è ancora risolta. Le specie più a rischio sono proprio quelle che caratterizzano il nostro lago: bisogna intervenire con politiche di salvaguardia dell'ambiente, riunendosi attorno a un tavolo per intraprendere azioni comuni ed evitando gli interventi parziali».

Tornando al rapporto del Wwf, si legge che l'agone sarebbe 'minacciato' da pesca eccessiva e inquinamento delle acque. Stesse motivazioni per la trota lacustre, alla quale si aggiungono 'inquinamento genetico' e 'competizione o predazione da parte di specie aliene'. Tra le specie 'quasi a rischio', si nota invece l'alborella («per costruzione di sbarramenti lungo i corsi d'acqua, inquinamento delle acque, pesca eccessiva e competizione da parte di specie aliene») e il persico reale («inquinamento delle acque e pesca eccessiva»). «In effetti le alborelle erano calate, ma adesso sono in via di recupero - spiega Ivano Polledrotti, assessore provinciale alla Pesca - è un problema di escursione altimetrica del lago: le alborelle depongono le uova sulle rive, e quando il livello si abbassa le uova rimangono in secca. Noi, comunque, continuiamo a ripopolare il Lario: insieme alla Provincia di Lecco gestiamo due incubatoi a Valmorea e a Fiumelatte, dove facciamo nascere pesci autoctoni da immettere poi nei fiumi. È importante comunque che il pesce sia indigeno, per garantire un corretto ecosistema».

Sul problema dell'inquinamento delle acque risponde poi Francesco Cattaneo, assessore provinciale all'Ecologia. «Gli scarichi a lago rimasti sono civili e non industriali: i secondi, e non i primi, mettono a rischio la pescosità e la fauna ittica. Anzi, almeno per certi versi, gli scarichi civili non ancora depurati sono carichi di zolfo e nitrati, che aumentano sensibilmente la pescosità».

Fonte: corrierecomo.it






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Inserito da: Redazione il 02/04/2008

Categorie: Aree verdi e sistemi naturali

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