Aree verdi e sistemi naturali
Mobilità sostenibile
Sviluppo urbano sostenibile
Risorse idriche
Rifiuti
Energia
Informazione e partecipazione
Inquinamento acustico ed elettromagnetico

News ambiente

Allarme pesticidi, Piemonte in linea

 

Software Contabilità Ambientale LEAF
Software Contabilità Ambientale


Scrivi un articolo, segnala una notizia o un evento legato alle tematiche ambientali, lo pubblicheremo su questo portale.

SEGNALA >>>

   
News Ambiente
  Aree verdi e sistemi naturali
  Cambiamenti climatici
  Energia
  Informazione e partecipazione
  Inquinamento acustico ed elettromagnetico
  Mobilità sostenibile
  Rifiuti
  Risorse idriche
  Sviluppo urbano sostenibile
  Turismo sostenibile
   
La contabilità ambientale
  Cos'è la contabilità ambientale
  Contesto nazionale
  Contesto internazionale
  Metodo CLEAR
  Proposte di legge
       
Sviluppo sostenibile
  Buone pratiche ambientali
  Strumenti di sostenibilità per le p.a.
    Agenda 21
    Acquisti verdi (GPP)
    EMAS
    ISO 14001
    Ecolabel
    VIA
    VAS
    Valutazione di incidenza
Aree tematiche
  Aree verdi e sistemi naturali
    Strumenti per la conservazione
   della natura
  Mobilità sostenibile
  Sviluppo urbano sostenibile
  Risorse idriche
  Rifiuti
  Energia
  Informazione e partecipazione
  Inquinamento acustico ed elettromagnetico
  Turismo sostenibile
 
Utilità
  Glossario
       

News ambiente

 

Allarme pesticidi, Piemonte in linea
 

Residui fitosanitari nel 65% dei punti campionati




L’altra faccia della medaglia non si vede e non si sente. Permea i terreni e le acque, superficiali e sotterranee, talora inquinandole per decenni. Spesso contamina non solo l’ecosistema artificiale che dovrebbe difendere ma anche quello naturale. Nei casi peggiori, si insinua nella catena alimentare attentando alla salute degli animali e dell’uomo.


L’altra faccia della medaglia sono i prodotti fitosanitari - diserbanti, insetticidi e fungicidi - impiegati dall’uomo per preservare milioni di ettari a coltivazione intensiva e accreditati come una delle emergenze ambientali ormai conclamate. Mais, riso, viticoltura, frutticoltura... Dal produttore al consumatore, nel senso meno felice del termine. Emblematico il caso dell’«atrazina», che a vent’anni dalla messa al bando impesta acque e terreni.


Il Piemonte non sfugge all’allarme lanciato dall’Apat, l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente: il Rapporto 2005 denuncia 119 tipi di pesticidi rilevati nelle acque italiane. Nelle acque superficiali della nostra Regione - tra le più sollecite nel fornire i dati all’Apat e nel mettere a punto un piano di messa in sicurezza basato su controlli alla fonte, rilevamenti e censimento delle aree vulnerabili -, sono stati trovati residui di fitosanitari nel 65,6% dei 183 punti di campionamento: 37 le sostanze individuate in una settantina di corsi d’acqua e laghi. Sostanze che scendono a 23 nelle acque sotterranee, con presenza di residui nel 49,5% dei punti di prelievo.


Nè è il caso di entusiasmarsi per la contrazione evidenziata dai dati 2006, avvertono da Arpa Piemonte. Le sostanze attive riscontrate nelle acque superficiali sono scese a 29 (22 erbicidi, 2 insetticidi, 3 fungicidi), ma le variabili - dalla portata dei fiumi alle temperature e quindi al grado di permeabilità dei terreni - sono davvero troppe per lasciarsi andare all’ottimismo.


Del resto il campionario dei prodotti ricalca quello presente nelle altre Regioni, specie quelle al Nord. Oggi in Italia è autorizzato l’impiego di 400 sostanze, con vari livelli di tossicità e permanenza: potenzialmente nocive per l’ambiente e per l’uomo (cominciando da chi le somministra), che dell’ambiente fa parte. Ventinove in Piemonte, abbiamo detto, appartenenti alla grande famiglia dei pesticidi: diserbanti come la «terbutilazina», il «metolaclor» e il «dimetenamide», impiegati nelle coltivazioni di mais, o il «molinate», utilizzato nelle risaie insieme a svariati altri prodotti dalle sigle intraducibili(«quinclorac», «bentazone», «bensulfuronmetil»). Il «procimidone», invece, è un fungicida impeigato nellaviticoltura e nella frutticoltura. Tra gli insetticidi, il «clorpirifos» e l’«endosulfan». Prodotti potenzialmente nocivi, spiega Elio Sesia per l’Arpa, nel senso che molto dipende dal modo con cui sono utilizzati.


Alleati di cui faremmo volentieri a meno, nonostante la ricerca industriale abbia archiviato le «bombe» utilizzate in passato: dal «Dtt», che ha tenuto banco negli Anni ‘60, al «parataionmetile», altro insetticida dalla «tossicità acuta». Molto è stato fatto, moltissimo resta da fare per ridurre l’impatto ambientale di queste armi a doppio taglio: garanzia di produttività nel presente e ipoteca sul futuro. Il nostro e quello dei nostri figli.


Fonte: lastampa.it

Foto news - Clicca per ingrandire   Foto news - Clicca per ingrandire    

Inserito da: Redazione il 02/08/2007

Categorie: Aree verdi e sistemi naturali, Risorse idriche

Pagina precedente

 
 

Contabilità ambientale - P.I. 01715690564 - Privacy

Infosoft