Aree verdi e sistemi naturali
Mobilità sostenibile
Sviluppo urbano sostenibile
Risorse idriche
Rifiuti
Energia
Informazione e partecipazione
Inquinamento acustico ed elettromagnetico

News ambiente

Anche gli abissi soffrono per i cambiamenti climatici

 

Software Contabilità Ambientale LEAF
Software Contabilità Ambientale


Scrivi un articolo, segnala una notizia o un evento legato alle tematiche ambientali, lo pubblicheremo su questo portale.

SEGNALA >>>

   
News Ambiente
  Aree verdi e sistemi naturali
  Cambiamenti climatici
  Energia
  Informazione e partecipazione
  Inquinamento acustico ed elettromagnetico
  Mobilità sostenibile
  Rifiuti
  Risorse idriche
  Sviluppo urbano sostenibile
  Turismo sostenibile
   
La contabilità ambientale
  Cos'è la contabilità ambientale
  Contesto nazionale
  Contesto internazionale
  Metodo CLEAR
  Proposte di legge
       
Sviluppo sostenibile
  Buone pratiche ambientali
  Strumenti di sostenibilità per le p.a.
    Agenda 21
    Acquisti verdi (GPP)
    EMAS
    ISO 14001
    Ecolabel
    VIA
    VAS
    Valutazione di incidenza
Aree tematiche
  Aree verdi e sistemi naturali
    Strumenti per la conservazione
   della natura
  Mobilità sostenibile
  Sviluppo urbano sostenibile
  Risorse idriche
  Rifiuti
  Energia
  Informazione e partecipazione
  Inquinamento acustico ed elettromagnetico
  Turismo sostenibile
 
Utilità
  Glossario
       

News ambiente

 

Anche gli abissi soffrono per i cambiamenti climatici
 

Secondo uno studio inglese condotto da Jon Copley dell’Università di Southampton, le forme di vita che popolano i fondali marini risentono deicambiamenti climatici che si manifestano in superficie

Le specie che vivono suoi fondali marini non ricevono luce del sole. Sui fondali oceanici la temperatura è molto bassa, mentre la pressione è più alta che in superficie. Gli animali sopravvivono grazie all’idrogeno solforato di sorgenti abissali utilizzato da batteri ipertermofili, primo anello della catena alimentare degli ambienti di profondità. Per lungo tempo gli scienziati hanno creduto che non ci fossero relazioni con tutto ciò che accade in superficie.

Jon Copley dell’università di Southampton ha smentito questa credenza attraverso uno studio fatto su dei gamberetti che vivono in prossimità delle sorgenti di aria calda abissali e hanno un ciclo biologico stagionale.
Questi piccoli crostacei iniziano la loro vita come larve che si nutrono di frammenti vegetali, provenienti della fioritura di piante acquatiche che avviene in superficie. Di conseguenza i gamberetti devono adattare la loro covata per far coincidere la schiusa delle larve con la fioritura delle piante che avviene secondo i cicli stagionali della superficie, altrimenti non possono garantire la continuità della loro specie.

Se succede qualcosa alle alghe, in superficie, ne risentono anche i gamberetti, nelle profondità oceaniche.
Questo studio quindi dimostra che nessun angolo della Terra è al riparo da eventi climatici in mutazione e dovrebbe far ancor di più capire che qualsiasi azione umana che porta ad un inquinamento atmosferico e/o acquatico di anche poco conto, per noi, è un danno molto grande per la natura e i suoi abitanti.

di Francesca Pratali
Fonte: ecoblog.it

Inserito da: Redazione il 30/09/2007

Categorie: Aree verdi e sistemi naturali, Cambiamenti climatici

Pagina precedente

 
 

Contabilità ambientale - P.I. 01715690564 - Privacy

Infosoft