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Anche gli abissi soffrono per i cambiamenti climatici
Secondo uno studio inglese condotto da Jon Copley dell’Università di Southampton, le forme di vita che popolano i fondali marini risentono deicambiamenti climatici che si manifestano in superficie
Le specie che vivono suoi fondali marini non ricevono luce del sole. Sui fondali oceanici la temperatura è molto bassa, mentre la pressione è più alta che in superficie. Gli animali sopravvivono grazie all’idrogeno solforato di sorgenti abissali utilizzato da batteri ipertermofili, primo anello della catena alimentare degli ambienti di profondità. Per lungo tempo gli scienziati hanno creduto che non ci fossero relazioni con tutto ciò che accade in superficie.
Jon Copley dell’università di Southampton ha smentito questa credenza attraverso uno studio fatto su dei gamberetti che vivono in prossimità delle sorgenti di aria calda abissali e hanno un ciclo biologico stagionale.
Questi piccoli crostacei iniziano la loro vita come larve che si nutrono di frammenti vegetali, provenienti della fioritura di piante acquatiche che avviene in superficie. Di conseguenza i gamberetti devono adattare la loro covata per far coincidere la schiusa delle larve con la fioritura delle piante che avviene secondo i cicli stagionali della superficie, altrimenti non possono garantire la continuità della loro specie.
Se succede qualcosa alle alghe, in superficie, ne risentono anche i gamberetti, nelle profondità oceaniche.
Questo studio quindi dimostra che nessun angolo della Terra è al riparo da eventi climatici in mutazione e dovrebbe far ancor di più capire che qualsiasi azione umana che porta ad un inquinamento atmosferico e/o acquatico di anche poco conto, per noi, è un danno molto grande per la natura e i suoi abitanti.
di Francesca Pratali
Fonte: ecoblog.it
Inserito da: Redazione il 30/09/2007
Categorie: Aree verdi e sistemi naturali, Cambiamenti climatici
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