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Apicoltori in piazza contro l’apicidio da insetticidi
Gli apicoltori, insieme a Legambiente, chiedono la sospensione dell'uso di sostanze neonicotinoidi e/o ad azione neurotossica sistemica, tossiche per le api
"Basta veleni nei terreni": è con questo slogan, ritmato dai tamburi, che 200 apicoltori e Legambiente hanno protestato davanti al ministero delle politiche agricole. «Per ora, e solo per ora, la stima è di oltre 40.000 alveari spopolati in contemporanea con le semine del mais nel nord ovest – dice Francesco Panella, presidente di Unione nazionale associazioni apicoltori italiani (Unaapi) - Ma la semina continua ed è appena cominciata anche nel nord est dove si segnalano già le prime morie di api. E anche questa primavera l’analisi chimica delle api morte ha rinvenuto molecole dei nuovi insetticidi neurotossici. La situazione dei nostri allevamenti evidenzia in modo inconfutabile quanto denunciamo da tempo: i nuovi potentissimi veleni, in dosi infinitesimali, hanno effetti drammatici, immediati e nel tempo, su api, insetti e natura».
La manifestazione sottolinea l’allarme sulla strage di api già lanciato nei giorni scorsi e una delegazione di apicoltori è stata ricevuta da Giuseppe Ambrosio, capo dipartimento per le Politiche di sviluppo economico e rurale del ministero. «I nuovi insetticidi che sparsi nell’ambiente con le sementi fanno strage di api si chiamano Confidor, Actara, Gaucho, Poncho, Regent e Cruiser – spiega Legambiente - Sono neurotossici e neonicotinoidi di seconda generazione, prodotti dai colossi della chimica BASF, Bayer e Syngenta. In Francia l’autorizzazione d’uso di queste sostanze, che si sono rivelate altamente tossiche e persistenti, è stata sospesa su tutte le colture d’interesse apistico».
L’impatto ambientale degli insetticidi si somma ad altre emergenze che affliggono l’apicoltura, ma le nuove molecole possono essere ritenute a pieno titolo la goccia che fa traboccare il vaso. Per il presidenta nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, Legambiente «Questo apicidio è assurdo. L’agricoltura che adopera gli insetticidi rilasciati in questo modo è l’antitesi della qualità, che è invece la forza del nostro Paese. Occorre ridurre drasticamente l’uso della chimica in agricoltura. Ci appelliamo al governo affinché sospenda l’utilizzo delle molecole letali per gli insetti impollinatori, che sono importanti sentinelle ambientali, e riveda al più presto le modalità di autorizzazione di questi preparati insetticidi».
Legambiente e Unaapi sottolineano la necessità di un monitoraggio sistematico dello stato degli allevamenti apistici con il pieno coinvolgimento dell’associazionismo apistico. Chiedono al governo di:
1.dare ascolto al drammatico allarme e alle molteplici testimonianze degli apicoltori italiani e voler finalmente prendere atto della moria delle api e di tutti gli insetti utili;
2. sospendere d’urgenza l’autorizzazione d’uso delle sostanze neonicotinoidi e/o ad azione neurotossica sistemica, quantomeno per tutte le colture visitate dagli insetti impollinatori e utili;
3. aggiornare, sia in Italia, sia nella Ue, anche in campo agricolo le procedure per una vera ed efficace valutazione di impatto ambientale, sia precedente che successiva all’autorizzazione d’uso, delle sostanze chimiche che vengono copiosamente immesse nell’ambiente.
Fonte: greenreport.it
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Inserito da: Redazione il 09/04/2008
Categorie: Aree verdi e sistemi naturali
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