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Comunità ecologica a Londra
La casa del futuro, se vogliamo avere un futuro
Nel 1973 l’Italia venne scombussolata dal prezzo della benzina, che di colpo schizzò in alto. Era il periodo dell’ “austerity”, delle domeniche a piedi non perché l’inquinamento fosse troppo elevato ma perché la benzina costava troppo cara. In quei giorni gli italiani erano indaffarati nel cercare i metodi migliori per risparmiare energia, di qualunque tipo, da quella elettrica al metano. La corsa al risparmio si interruppe però col ritorno a prezzi bassi dei barili di greggio e non ci occupò più di tanto da allora alla quantità di energia che veniva utilizzata dalle famiglie e dalle industrie italiane.
Sono passati più di 30 anni, e sembra che ora ci si muova di nuovo nella stessa direzione di allora, consapevoli, in parte, di aver fatto trascorrere tutto questo tempo senza quasi nessun miglioramento. E con la differenza che ora il problema energetico non è più dovuto ad un momentaneo “collasso” del sistema produttivo mondiale, ma anzi è una questione strutturale, destinata ad imporsi in maniera sempre più perentoria.
Da qualche anno così ingegneri, fisici e chimici si stanno prodigando nel trovare alcuni metodi che consentano all’uomo (occidentale) di mantenere standards di vita elevati esattamente come quelli odierni, senza però incidere sulle riserve energetiche e di materie prime e senza immettere nell’atmosfera eccessive quantità di sostanze tali da alterare gli equilibri naturali.
In quest’ottica in Inghilterra, nei sobborghi di Londra è nato Bedzed, ossia Beddington Zero Energy Development, una comunità “a sviluppo energetico zero”, ossia alimentata interamente da fonti energetiche rinnovabili e sostenibili. Le case specialmente hanno necessitato di una profonda opera di progettazione, ma il risultato è assai soddisfacente. Ecco alcuni accorgimenti che hanno permesso all’architetto Bill Dunster di progettare la “eco-house”:
Isolamento del tetto: è l’intervento più semplice. Permette, tramite l’uso di materiali comuni come la lana di roccia e la fibra di vetro, un risparmio anche del 35% dell’energia utilizzata per il riscaldamento.
Doppi vetri: alcune tipologie di vetri permettono e facilitano la diffusione di luce che proviene dall’esterno, isolando al contempo l’ambiente interno alla casa e permettendo un risparmio energetico fino al 10%.
Isolamento dei muri: può essere fatto all’interno , all’esterno o anche nell’intercapedine tra le pareti e il risparmio stimato arriva fino al 20%.
Pannelli solari: a seconda del clima, del soleggiamento e della stagione si è calcolato che un metro quadrato di pannelli solari può scaldare a 45-60 gradi una quantità d’acqua compresa fra i 40 e i 300 litri al giorno
Pannelli fotovoltaici: realizzati in silicio (punto dolente), trasformano la luce solare in energia elettrica. Si è calcolato che ogni Kwh prodotto permette di evitare l’emissione di circa mezzo chilo di Co2.
Microturbina: si tratta di una pala di circa 2 metri di altezza e 1,5 metri di larghezza che, sfruttando il vento, produce elettricità, che viene poi immagazzinata in una batteria. Il costo d’installazione è relativamente basso se si considera che ciò permetterebbe un taglio fino al 30% della bolletta.
A questi accorgimenti se ne aggiungono altri come speciali rubinetti per lavandini e docce che riducono la quantità d’acqua senza variare la resa che essa permette; sono stati pensati anche serbatoi per l’acqua piovana da utilizzare come riserva per gli scarichi dei bagni; gli stessi scarichi dotati di un regolatore d’intensità di acqua a seconda dell’utilizzo per ogni singolo scarico.
Anche la spesa sarà più “eco-compatibile”: inviando tramite mail l’elenco dei nostri acquisti (che verranno recapitati a casa da una specie di corriere) ciascuno non dovrà più prendere la propria auto e recarsi al supermarket, con conseguente risparmio di sostanze nocive immesse nell’ambiente.
Lampadine fluorescenti, raccolta differenziata e simili sono già stati dati per scontato ovviamente.
Il Governo Brown si è già espresso in maniera piuttosto entusiastica al riguardo, tanto che, lo stesso leader laburista ha intenzione di costruire 3 milioni di abitazioni dello stesso tipo in 5 anni.
Lo sforzo sarà di sicuro ragguardevole, ma per un mondo meno inquinato e più vivibile ne vale la pena.
Fonte: rovato.org
Inserito da: Redazione il 14/08/2007
Categorie: Energia, Sviluppo urbano sostenibile
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