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Eco guida di Greenpeace
 

Arriva da Greenpeace l'Ecoguida ai prodotti elettronici verdi. Le aziende più verdi sono Samsung e Toshiba, che scavalcano Nokia (terza). Ultima, al 18° posto, Nintendo

Greenpeace pubblica la settima edizione della “Eco guida” ai prodotti elettronici verdi che fino ad ora ha classificato le aziende dell’elettronica in base alla presenza di sostanze pericolose nei loro prodotti e alla gestione dei beni quando diventano rifiuti ed annuncia che nelle prossime edizioni, questi criteri saranno da una parte rafforzati e dall’altra integrati con altri, quali il consumo energetico degli articoli.

La classifica evidenzia che Nokia, che già aveva perso il primo posto per le pratiche inadeguate di ritiro dei prodotti a fine vita in India e in Russia, è superata da Samsung e Toshiba che condividono il primo posto con un punteggio di 7,7 su 10. La classifica è chiusa da Nintendo con un misero punteggio di 0,3 grazie alla politica di gestione dei composti chimici, ma non ottiene alcun punteggio su tutti gli altri criteri.

Samsung e Toshiba sono al primo posto grazie alla coerenza delle loro politiche ed alla piena adozione del principio di responsabilità, mentre secondo Greenpeace «Philips, Panasonic e Sharp continuano a ignorare ogni tipo di responsabilità legata ai rifiuti prodotti dai loro articoli a marchio».

Motorola è passata dalla 14esima alla 12esima posizione dell’ Eco guida perché ha migliorato le operazioni di ritiro e riciclo dei prodotti a fine vita, mentre Nokia matura altri punti di penalità per non aver fatto altrettanto e si gioca così la testa alla classifica.

Dal 2006, quando è stata pubblicata per la prima volta la classifica di Greenpeace, molte multinazionali si sono impegnate a conformarsi ai criteri definiti dall’associazione ambientalista.

«Ora è giunto il momento di fare il passo successivo e assumersi nuovi impegni – dicono gli ambientalisti - L’industria elettronica deve abbattere l’impatto ambientale delle sue filiere sul piano chimico, su quello della gestione dei rifiuti hi-tech, ma anche dal punto di vista climatico. A livello globale le produzioni industriali sono causa del 2% di immissione di CO2 in atmosfera. Greenpeace farà pressione per spingere l’industria a ridurre le sue emissioni».

Secondo Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace, «La maggior parte delle aziende presenti nella nostra Eco guida si sono attivate per eliminare le sostanze pericolose nelle loro filiere produttive oltre che assumersi la responsabilità di gestire i rifiuti prodotti. Ora è giunto il momento di indurre l’industria ad assumersi la responsabilità dell’intero ciclo di vita di un prodotto, dalla produzione all’uso, fino allo smaltimento finale. La sfida e’ chiara. Per essere davvero verde, l’industria hi tech si deve impegnare a progettare articoli privi di sostanze tossiche, che siano efficienti sul piano energetico, durevoli, riciclabili e gestiti correttamente quando diventano rifiuti

Fonte: greenreport.it






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Inserito da: Redazione il 19/03/2008

Categorie: Energia, Rifiuti

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