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Eolico, il ministero dell´ambiente aspetta le linee guida dei beni culturali...

LIVORNO. Il ministero dell’ambiente, attraverso il capo della segreteria tecnica Fabrizio Fabbri, interviene oggi dopo diverso tempo sull’eolico, ma non per prendere una posizione netta, bensì per ‘coinvolgere’ e in parte scaricare il barile sul un altro ministero, quello dei Beni Culturali. «Siamo ancora in attesa – ha detto infatti Fabbri - delle linee guida per l’eolico in Italia, ma il ministero per i Beni Culturali non si decide ad andare avanti».

«Sulle linee guida – ha aggiunto Fabbri - si può discutere, ma non vanno bloccate. Non possiamo avere 20 politiche regionali energetiche diverse, dobbiamo fare piano nazionale e sull’istallazione degli impianti si deve concertare sempre con le popolazioni locali».

Fabbri ne ha parlato durante la trasmissione RaiUtile e è intervenuto anche sul caso dell’impianto eolico di Scansano bocciato dal Tar nelle scorse settimane: «Si è trattato di una grave mancanza e di un errore procedurale non aver coinvolto prima dell’istallazione delle torri Jacopo Biondi Santi». Come noto il viticoltore, insieme all’associazione Italia Nostra, ha fatto ricorso ottenendo la bocciatura del parco collocato vicino alla sua azienda e nei pressi di un castello del XI secolo.
Forse sarà stato un errore non coinvolgere Biondi Santi, ma probabilmente è stato peggio non fare la Valutazione di impatto ambientale che avrebbe invece impedito il ricorso al Tar. Tutto da dimostrare poi che coinvolgendo il viticoltore si sarebbe ottenuto un risultato diverso.

Ma la trasmissione ha messo in evidenza un altro aspetto che mostra le reali difficoltà di un confronto che porti a una qualche decisione. Il presidente di Italia Nostra Roma, Carlo Ripa di Meana, ha infatti sottolineato che: «Il ministero per i Beni Culturali deve essere duro e difendere il paesaggio, come sancito dalla Costituzione. E su questo le proposte provenienti dagli altri ministeri sono al ribasso» aggiungendo che «parte dell’energia rinnovabile dovrebbe essere prodotta in Toscana con la geotermia, che andrebbe espansa e potrebbe arrivare fino a Napoli. Sul piano paesaggistico è un’alternativa preferibile ad uno scempio come quello di Scansano». Una soluzione, quella geotermica, immediatamente bocciata proprio da Fabbri, perché, ha detto, «questa tecnologia ha un impatto ambientale molto più forte dell’eolico».

Fabbri, e quindi il ministero dell’ambiente, sull’eolico aspetta le linee guida del ministero dei beni culturali, mentre sulla geotermia è già sicuro che abbia un impatto ambientale molto più forte dell’eolico. Ripa Di Meana boccia invece l’eolico e canta le lodi della geotermia. Se la discussione proseguirà su questo piano – ovvero alla ricerca (vana) dell’impatto zero – abbiamo l’impressione che non avrà mai fine. L’impatto zero infatti non esiste. E anche dove è ridotto al minimo si può incontrare l’opposizione locale (vedi quella contro gli impianti fotovoltaici).

Fonte: greenreport.it

Inserito da: Redazione il 10/07/2007

Categorie: Energia

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