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Energia pulita, la soluzione bulgara di Petrolvilla
 

Da venditori di combustibili a produttori e venditori di energia. Salto strategico compiuto da tempo e che traspare sempre più dalle attività di Petrolvilla Group. «Incrementare la nostra quota di mercato, sviluppare la ricerca e lo sviluppo nel campo delle energie rinnovabili e rafforzare il rapporto con il territorio. Sono questi i nostri obiettivi ed ambizioni» sintetizza Sergio Bortolotti, presidente della capogruppo Finengery. Obiettivi che poggiano su un fatturato di 400 milioni di euro e su investimenti che hanno ampliato gli orizzonti all'Europa.
Il 27 dicembre prossimo sarà inaugurata la centrale idroelettrica sul fiume Iskar, in Bulgaria, nella regione di Sofia. Sarà la prima di un progetto di 9 centrali per un investimento complessivo di 72 milioni di euro, che potrebbe salire a 100 milioni se si concretizzerà l'acquisto di altre tre centrali.
Investimento impegnativo, che dà la misura degli orizzonti aziendali che Petrolvilla Group s'è data. «La commercializzazione dei combustibili è un settore maturo. Costituisce il 70 per cento del nostro fatturato, ma già da tempo abbiamo sviluppato i servizi, oggi al 30 per cento. Poi» ricorda Bortolotti «ci sono gli investimenti nelle energie rinnovabili. Ma perché producano ritorni ci vorrà del tempo».
L'occasione per fare il punto sul gruppo è stata, ieri, la presentazione del primo bilancio sociale e il lancio della rivista "Ambiente Risorse Salute" nata dalla collaborazione con il Centro Studi Uomo e Ambiente di Padova. «La nostra missione è far crescere l'azienda, ma siamo convinti che l'obiettivo si realizzerà solamente favorendo l'informazione su quanto facciamo ed approfondendo le questioni più generali, culturali, che riguardano l'energia e l'ambiente» ha detto il presidente, ringraziando Mauro Marcantoni, che già si occupava della comunicazione di Petrovilla Group, e Maurizio Fauri del Centro padovano, nonché docente alla facoltà di Ingegneria di Povo. Parole, certo, ma sostenute da fatti. Se i piani d'investimento del gruppo in Bulgaria - la prima intuizione del progetto risale al 2002 - stanno già realizzandosi, vanno ricordati anche i progetti per cinque centraline idroelettriche in Trentino, che da una decina d'anni sono ancora su carta. Tempi di valutazione e di passaggi burocratici diversi, probabilmente estenuanti in Trentino. Ma Petrolvilla Group non demorde.
«Le energie rinnovabili sono il futuro» insiste Bortolotti «Le nostre domande riguardano i corsi d'acqua della Vermigliana, del Rabbi, del Maso, del Lozen in Valsugana e del Vanoi. In quest'ultimo caso, in collaborazione con Acsm Primiero, intendiamo utilizzare la produzione notturna di energia elettrica per produrre idrogeno, un altro fronte dei nostri interessi». Intanto, in attesa delle autorizzazioni, a Spalato, in Croazia, sarà realizzato un campo eolico, mentre nel settore più tradizionale dei biocarburanti Petrolvilla Group ha già perfezionato contratti di acquisto e di vendita di olii di cotone - ma si pensa anche a quelli di palma - destinati alla produzione termoelettrica.
Insomma, il gruppo difende con determinazione la propria quota di mercato in Trentino Alto Adige, Veneto, Lombardia, diversificando l'offerta di prodotti e servizi. Ma senza perdere di vista il rapporto con il territorio. Da qua l'esigenza di "misurarlo" con il bilancio sociale redatto - è stata la sua tesi di laurea - da Daniela Mauri che ben sintetizza cosa significhino i 400 milioni di fatturato di Petrolvilla in termini di occupazione (sono 400 i dipendenti), di stipendi erogati (16,6 milioni), di tasse che alimentano sia il bilancio statale (7,2 milioni), sia quello della Provincia di Trento (19,1 milioni), sia di Bolzano (6,5 milioni). Anche questa, ricordiamolo, è "energia" pulita.

Fonte: espresso.repubblica.it

Inserito da: Redazione il 22/07/2007

Categorie: Energia

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