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Estinta la foca monaca dei Caraibi
 

Dopo un periodo di riesame di 5 anni, i biologi del National oceanic and atmospheric administration (Noaa) hanno dichiarato la foca monaca dei Caraibi (Monachus tropicalis) ormai estinta. Un risultato scontato, visto che la foca, uno dei primi animali incontrati (e uccisi e mangiati) da Cristoforo Colombo nel suo approdo alle isole di quella che sarebbe diventata l’America, non veniva avvistata dal 1952, quando un esemplare fu visto nuotare nel Seranilla Bank, nel mar dei Caraibi tra la Jamaica e la penisola dello Yucatan.

Si tratta della prima specie di foca estinta in epoca moderna e dell’unica foca subtropicale vivente nei caraibi e nel Golfo del Messico e il suo areale si estendeva dalla costa sud degli Usa al mar dei Caraibi ed alla costa centroamericana.


Un certificato di morte di una intera specie che è un monito per le “cugine” del Mediterraneo, le foche monache già estinte in Italia e che sopravvivono in poche centinaia tra la Grecia, la Turchia e le coste africane.

Secondo gli esperti Usa del Noaa, la causa dell’estinzione è la stessa nei Caraibi e ne Mediterraneo : l’uomo. La foca monaca dei Caraibi è stata massacrata dai cacciatori mentre si riposava sulle coste o accudiva i cuccioli, una facile mattanza che si è trasformata in estinzione.

Nel 1967 la Monachus tropicalis era stata inserita nell’Endangered Species Preservation e nel 1970 nell’Endangered Species Act, da allora sono state compiute molte missioni alla ricerca della foca monaca ne Mar dei Caraibi, Golfo del Messico, Bahamas e grandi Antille, ma queste spedizioni hanno potuto solo riscontrare di la presenza di altre specie di foche, animali erranti provenienti dall’Artico per una breve puntata in mari più caldi.

L’ultima indagine relativa all’Endangered Species Act, iniziata nel 2003, è terminata con l’amara constatazione che lo stato di questo animale non è cambiato: estinto e quindi da togliere anche dalla lista delle specie in pericolo, visto che la specie non esiste più.

Secondo gli scienziati del Noaa gli ultimi esemplari di foche dei Carabi dovrebbero essersi estinti definitivamente tra gli anni 60 e 70. «In tutto il mondo le due rimanenti specie di foca monaca sono in diminuzione – spiega Kyle Baker, un biologo del Fisheries service southeast region del Noaa - Ci auguriamo che l’estinzione della foca monaca dei Caraibi abbia fatto comprendere che occorre fornire una maggiore protezione alle loro parenti hawaiane e mediterranee».

Le foche monache delle Hawaii sarebbero meno di 1.200, mentre quelle del Mediterraneo forse arrivano a 500, comprese quelle che vivono sulle coste della Mauritania. La Noaa è responsabile anche della protezione delle foche hawaiane, ma il loro numero diminuisce ad un tasso del 4% all’anno e secondo I biologi nei prossimi tre quattro anni questi pinnipedi potrebbero scendere sotto i mille individui, diventando una delle specie di mammiferi marini più a rischio.

I pericoli, dopo la fine della caccia, vengono dalla scarsità di cibo per gli animali più giovani, dall’intorbidimento e inquinamento delle acque, dalla predazione degli squali, dalla perdita di habitat ed areali riproduttivi e dall’erosione delle spiagge.

Secondo Bud Antonelis, un biologo del Fisheries service pacific islands fisheries science center della Noaa, «La foca monaca hawaiana è un tesoro da preservare per le generazioni future. Il Noaa fisheries service ha sviluppato un Piano di recupero della foca monaca, ma abbiamo bisogno del sostegno delle organizzazioni e dell’opinione pubblica, se vogliamo salvarla dall’estinzione. Time is running out».

Fonte: greenreport.it






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Inserito da: Redazione il 11/06/2008

Categorie: Aree verdi e sistemi naturali

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