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Firenze riprogetta il filobus
 

Allo studio anche più corse di notte. È a basso impatto energetico, per questo Palazzo Vecchio vuole riprenderlo in esame

Torna il tram. Ma tornano anche i filobus. Il piano energetico del Comune di Firenze, tradotto poi nel piano di azione comunale anti traffico e anti smog ne prevede il riutilizzo. «Abbiamo dato all´Ataf indicazioni precise», spiega l´assessore all´ambiente Claudio Del Lungo che è l´estensore del piano energetico. Le istruzioni prevedono che l´azienda individui alcune strade, possibilmente nuove larghe e periferiche, su cui ritiene possibile impiantare la linea aerea elettrica cui agganciare i filobus destinati a collegare tra loro le varie fermate della tramvia. Un matrimonio tram-filobus da celebrarsi nell´area più esterna della ragnatela di trasporto integrato tra ferro e gomma che dovrà estendersi su tutta la città alla fine della costruzione di tutte e tre le linee del tram, più o meno verso il 2012. Fino a allora il filobus non si vedrà. Ma essendo un mezzo a elettricità dovrà in ogni caso servire a pulire l´aria. Che ne ha bisogno.

I dati finali sullo smog del 2007 forniti dalle centraline Arpat rivelano che in viale Gramsci il pm10 ha superato i limiti 77 volte contro i 35 giorni al massimo previsti dalla norma. Si è imprevedibilmente salvata l´altra via di grosso traffico controllata dalle centraline, via Ponte alle Mosse. La notizia potrebbe fare pensare a una riduzione di polveri se non fosse smentita dalla crescita delle medesime in via Bassi, strada «di fondo» e cioè di residenza e minor traffico dove i superamenti sono cresciuti fino a 38. «Forse a causa di una settimana di scirocco che portava sabbia dal deserto», dice Del Lungo. Più facile dedurre che le polveri fini si sono ormai sparse in tutta la città anche fuori dalle aree di maggior traffico.

Prima però del filobus l´Ataf punta a far comparire il vero bus notturno, non rado e presto sparito, ma un normale servizio che possa riportare a casa chi lavora di notte e in centro chi invece vuole divertirsi. L´azienda, guidata dalla presidente Maria Capezzuoli e dal direttore Filippo Allegra, sta rivedendo il piano di ristrutturazione delle linee dei bus in accordo con la tramvia disegnato dalla precedente gestione. Si tratta della prima parte, la ristrutturazione prevista dopo l´entrata in funzione della linea 1 del tram, Firenze-Scandicci, si dice entro l´inizio del 2009. «Il vecchio progetto prevede che, dei 23 milioni di chilometri che adesso facciamo insieme a Li.nea, all´avvento della linea 1 ne venga perso un milione - dice Allegra - Stiamo studiando se è possibile evitarlo perché con il tram il servizio di trasporto pubblico deve aumentare e non essere sostituito. Potremmo puntare su corse notturne, domenicali e festive che la popolazione richiede. Purchè ci siano i finanziamenti».

Quanto al filobus, Del Lungo spiega che la prima intenzione del piano energetico quanto a trasporto pubblico è di incrementarlo ma anche di renderlo sempre più ecologico. «Altrimenti, se togliamo il traffico privato per sostituirlo con mezzi pubblici inquinanti non arriviamo a niente», spiega. Il filobus un tempo viaggiava per tutta la città. Poi fu tolto nell´illusione regalata dal boom dell´automobile che i motori rombanti fossero meglio di tutto. Si è poi scoperto il dramma dello smog. E si comincia a ripensarci. A Roma, spiega Del Lungo, c´è il filobus 90 che è bimodale, va a elettricità ma è più flessibile, nei momenti di necessità o per un guasto, può staccarsi e andare a metano. Ecco, è questo il tipo di filobus che l´amministrazione vuole. «Naturalmente il filobus è pensabile solo dopo che le tre linnee di tramvia saranno state ultimate. Comunque è un mezzo che quanto a risparmio energetico e a mancanza di inquinamento è pari alla tramvia - dice Del Lungo - E´ solo più lento». Ma potrebbe in parte servire da collegamento tra fermata e fermata del tram. A fine gennaio è previsto un incontro sul tema tra l´assessore e l´Ataf.

Fonte: repubblica.it

Inserito da: Redazione il 09/01/2008

Categorie: Energia, Mobilità sostenibile

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