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Greenpeace all'Onu, avanti con Kyoto!
 

Nazioni Unite, United states — Parlando al primo "High Level Meeting" delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il direttore delle campagne di Greenpeace Cina, Lo Sze Ping, ha invitato i capi di stato di tutto il Mondo a rafforzare il Protocollo di Kyoto, l'unico accordo globale per combattere il cambiamento climatico.

"Scienziati ed economisti in tutto il mondo ci stanno mandando campanelli d'allarme che non possono essere ignorati senza gettare l'umanità in grave pericolo. Il Protocollo di Kyoto è l'unica strada per arrivare ad un nuovo accordo internazionale per salvare il Pianeta e i Governi devono agire ora senza lasciarsi distogliere dalla retorica e da tentativi di annacquare il processo, come il prossimo "Major Emitters Meeting" voluto da Bush a Washington. Avanti con Kyoto adesso!" ha detto Lo Sze Ping.

Greenpeace chiede a tutti i Governi riuniti a New York che, nel corso del prossimo meeting sui cambiamenti climatici a Bali dal 3 al 14 dicembre, venga stabilito un chiaro "mandato" per affrontare con urgenza e decisione la maggiore minaccia ambientale che ci troviamo ad affrontare. A Bali sarà indispensabile trovare un accordo su:
- nuove drastiche riduzioni delle emissioni per i Paesi industrializzati (almeno 30% al 2020 rispetto al 1990);
- nuovi meccanismi di mercato per attirare nuovi Paesi all'interno del Protocollo di Kyoto;
- un fondo monetario per supportare la "rivoluzione energetica", ossia il rapido sviluppo di fonti rinnovabili e misure per l'efficienza energetica;
- un meccanismo per ridurre le emissioni di CO2 causate dalla deforestazione, con l'obiettivo di fermare il fenomeno e imporre nuovi impegni aggiuntivi;
- un meccanismo finanziario di adattamento che garantisca il risarcimento economico di quei Paesi - in particolare quelli in via di sviluppo - colpiti dagli impatti dei cambiamenti climatici.

"I lavori di Bali non dovranno risolversi in una 'roadmap', o una 'lista dei desideri': occorre raggiungere un chiaro mandato per rafforzare la seconda fase del protocollo di Kyoto entro il 2009" ha avvertito Lo Sze Ping.

Lo Sze Ping ha anche sfatato l'opinione che la Cina non stia agendo per fermare il cambiamento climatico. "In realtà la Cina si sta muovendo, poiché ha già stabilito obiettivi significativi per le energie rinnovabili e l'efficienza energetica. Tuttavia, dobbiamo mettere fine alla nostra dipendenza dal carbone e sviluppare invece l'eolico e il solare per fronteggiare il cambiamento climatico".

La Cina ha la capacità di sviluppare 118 Gigawatt di energia eolica e 25 Gigawatt di solare fotovoltaico entro il 2020. Secondo il rapporto "Future Investment" presentato da Greenpeace all'inizio dell'anno, investire in rinnovabili ed efficienza ci permetterà di risparmiare 180 miliardi di dollari all'anno, dimezzando le emissioni di CO2 del settore elettrico entro il 2030.

"Possediamo già oggi tutte le tecnologie di cui abbiamo bisogno per limitare i peggiori impatti del cambiamento climatico e contenere l'aumento della temperatura globale al di sotto di 2°C – ha aggiunto Lo Sze Ping – per i Governi è questa il momento di agire per dare un futuro a Kyoto e al Pianeta".

Fonte: greenpeace.org

Inserito da: Redazione il 25/09/2007

Categorie: Cambiamenti climatici

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