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I vantaggi del fotovoltaico
Il Prof. Federico Valerio, direttore del Dipartimento di Chimica Ambientale dell'Istituto Tumori di Genova entra nel merito del problema energetico puntando sulla energia elettrica per conversione fotovoltaica dell'energia solare.
Su un metro quadrato del tetto di casa mia, in quel di Bogliasco, a pochi chilometri da Genova, ogni anno, arrivano dal cielo , sottoforma di energia solare, 1.134 chilowattora.
Per capire il valore di questa quantità di energia, date un'occhiata alla vostra bolletta della luce, calcolate quanti chilowattora consumate in un anno e fate i debiti confronti.
Nel mio caso, per un'abitazione di circa 70 metri quadrati, per far funzionare frigo , lavatrice (un bucato ogni tre giorni), radio (quattro ore al giorno), televisione (circa tre ore al giorno), per
circa un'ora al giorno di Internet, per l'illuminazione con lampade a basso consumo, per far funzionare la pompa dell'acqua dell'impianto di riscaldamento, per stirare le mie camice (due ore la settimana) e poch'altro (acquario, carica batterie, citofono...) io e mia moglie utilizziamo circa 1.600 chilowattore all'anno.
Se sul tetto di casa ci fosse un metro quadrato di celle fotovoltaiche dell'ultima generazione, con un efficienza di conversione pari al 16 %, su base annuale, avrei a disposizione 181 chilowattore di elettricità (circa un decimo dei miei consumi ).
Questo significa che se 15 metri quadrati di ardesie usate per coprire il mio tetto fossero sostituite con moduli fotovoltaici di analoga superficie, con la duplice funzione di copertura e di produzione di energia elettrica, avrei la possibilità di produrre, ogni anno, grazie alla sola energia solare che arriva gratis sul mio tetto, elettricità per 2.715 chilowattore, una quantità di elettricità nettamente superiore alle mie necessità.
Sarei quindi nelle condizioni di poter sfruttare i nuovi conti energia, ovvero di poter cedere alla rete nazionale l'elettricità prodotta in quantità maggiore ai miei consumi, elettricità che posso utilizzare
gratis nei momenti in cui i miei consumi elettrici fossero superiori alla mia produzione fotovoltaica (ore notturne, inverno).
E visto che in media produrrei più elettricità di quanto non ne consumi potrei vendere questa elettricità al gestore della rete e quindi sostenere energeticamente lo sviluppo economico del mio Paese.
Il bilancio energetico ed economico è reso possibile dai nuovi contatori della luce digitali che permettono di misurare facilmente l'elettricità che consumo e quella che immetto in rete e quindi
calcolare quanti euro, ogni bimestre, l'ENEL, potrebbe versare sul mio conto corrente.
Un ulteriore vantaggio del collegamento del mio impianto fotovoltaico alla rete di distribuzione è che non ho bisogno di batterie per accumulare l'energia elettrica per i consumi notturni e durante le ore meno soleggiate in quanto, in questo caso, utilizzerò elettricità direttamente dalla rete. In questo modo si riducono di molto i costi dell'impianto fotovoltaico e si evita il problema dello smaltimento
delle batterie esaurite.
Attualmente un impianto fotovoltaico di 15 metri quadrati, chiavi in mano , ha un costo di circa 10.000 euro. E' una bella cifra, ma equivale al prezzo che gli italiani pagano, senza battere ciglio, per l'acquisto di una utilitaria e a quello che è stato necessario pagare per l'acquisto di qualche metro quadrato dell'appartamento sotto al tetto che si può trasformare in una centrale elettrica.
Le analisi economiche calcolano che grazie all'azzeramento della bolletta della luce , e utilizzando gli incentivi recentemente varati dal governo, l'investimento si possa ripagare dopo 13 anni .
Un impianto fotovoltaico è garantito 20 anni e può arrivare anche a trenta anni con un leggero calo dell'efficienza e arrivato alla fine della sua onorevole carriera, può essere riciclato e non si esclude che il produttore sia interessato a ritirarlo e sostituirlo con un nuovo impianto valutando in modo adeguato l'impianto usato.
Questa previsione è supportata dalle politiche che le grandi aziende del fotovoltaico stanno già attuando, e che riguardano l'intero ciclo di vista del prodotto .
L'analisi economica non può trascurare il fatto che un impianto fotovoltaico richiede una manutenzione molto contenuta, non ha bisogno di acqua di raffreddamento o lubrificanti o altri materiali di consumo, non produce letteralmente emissioni inquinanti e neppure scorie da
inertizzare e smaltire e quindi non è soggetto ad onerosi controlli periodici.
Un impianto fotovoltaico non fa rumore, non ha parti in movimento e si può integrare senza particolari difficoltà estetiche con tutte le coperture di edifici, fabbriche, uffici, sia in strutture verticali che orizzontali: tutto questo ne fa la soluzione ideale per una generazione diffusa di elettricità con un uso diretto dell'energia solare, anche in ambito urbano.
Un altro vantaggio degli impianti fotovoltaici è la loro bassa vulnerabilità ai cambiamenti climatici in atto. Oggi nessuno può giurare sulla effettiva disponibilità nel tempo di acqua, vento e
biomasse in un determinato luogo.
Ad esempio, la prolungata crisi idrica del Po, ormai cronica, rende problematica la produzione di elettricità da parte di centrali termiche che, indipendentemente dal combustibile utilizzato (olio combustibile, carbone, metano, biomasse, rifiuti) hanno bisogno di acqua per produrre il vapore e per il raffreddamento degli impianti.
Ed è il caso di ricordare che anche le centrali nucleari dipendono dall'acqua per il loro funzionamento.
E tutti questi impianti per la produzione di elettricità hanno bisogno di acqua da pompare di notte nei bacini idroelettrici di montagna quando si produce più elettricità di quanto se ne consuma, acqua che sarà utilizzata di giorno per produrre elettricità nelle ore diurne di massimo consumo e, ovviamente gli impianti idroelettrici hanno bisogno di acqua per funzionare, acqua che dal cielo, sotto forma liquida e solida, arriva in quantità sempre minore, di anno in anno.
Ma anche le biomasse hanno bisogno di acqua per crescere e gli impianti eolici hanno bisogno di vento e anche la disponibilità del vento si sta modificando insieme ai cambiamenti climatici in atto.
Sugli impianti fotovoltaici circola ancora la leggenda metropolitana che l'energia necessaria per la loro costruzione sia superiore a quella che sono in grado di produrre durante il loro funzionamento.
Questa affermazione è priva di fondamento.
Studi recenti hanno confermato che in un intervalli di tempo compreso tra due e quattro anni, un impianto fotovoltaico produce l'energia necessaria per la sua realizzazione e le stime sono più favorevoli proprio per i piccoli impianti domestici, integrati in strutture già esistenti e i bilanci energetici sono ulteriormente più favorevoli se l'impianto fotovoltaico è già previsto come parte integrante di un nuovo tetto o di un tetto da ristrutturare.
Quindi, stando così le cose per almeno 15 anni un impianto fotovoltaico produce energia utile contribuendo, per tutto questo stesso periodo alla effettiva riduzione delle emissioni di gas serra.
Ed è possibile che il riciclo dell'impianto a fine vita, per ripristinare l'attività fotovoltaica, richieda meno energia di quella necessaria per realizzare un impianto nuovo in quanto, ad esempio, i vetri di protezione possono essere integralmente riutilizzati.
Fonte: comincialitalia.net
Inserito da: Redazione il 20/06/2007
Categorie: Energia
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