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Il Nord Europa beneficerà dei cambiamenti climatici
I paesi del Nord, Gran Bretagna e Scandinavia trarranno benefici economici dall'effetto serra, per un periodo abbastanza lungo, in settori chiave come l'agricoltura, la forestazione e il turismo. Al contrario, paesi del bacino del Mediterraneo come la Grecia, la Spagna e l'Italia subiranno gli effetti negativi dell'aggravamento dell'effetto serra: l'aumento della temperatura danneggerà le loro economie, oltre che i loro ecosistemi. Sono alcuni dei dati forniti dai rapporti internazionali dell'ONU e dell'Unione Europea sui cambiamenti climatici in Europa, rielaborati dal Ministero per l'ambiente in vista della Conferenza Nazionale sul clima che si terrà a Roma il 12-13 settembre prossimo e resi noti, oggi, in un comunicato dell'APAT nel quale viene approfondito, nel dettaglio il diverso impatto dei cambiamenti climatici nelle regioni europee settentrionali e meridionali. I dati confermano quanto previsto dagli scienziati dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC-ONU) secondo i quali il clima in Europa continuerà a cambiare nel corso del 21mo secolo, ma non in modo uniforme in tutte le regioni.
Tutto il continente, riferisce l'APAT, si riscalda con una media di 0,1-0,4 gradi per decennio, ma le precipitazioni durante il Novecento sono aumentate a nord del 10-40% e diminuite al sud di oltre il 20%, una tendenza che è destinata a rimanere stabile. Gli scenari futuri indicano che il riscaldamento avrà luogo soprattutto in inverno nel nord e in estate nel Mediterraneo. Le precipitazioni invernali aumenteranno nel nord e diminuiranno nel sud, ma a calare vertiginosamente nelle regioni meridionali del continente saranno le precipitazioni totali annue. In generale, la disponibilità di acqua nel Mediterraneo in estate potrebbe ridursi dell'80%, mentre le necessità di irrigazione cresceranno per l'agricoltura del sud dell'Europae rimarranno stabili o diminuiranno nel nord.
Secondo l'APAT nella partita doppia dei danni/benefici attesi, il nord Europa ha ben 17 motivi per dire sì ai cambiamenti climatici su 44 indicatori socio-ambientali individuati. Tra questi un miglioramento dell'agricoltura grazie alle temperature più miti, allo spostamento degli areali, e quindi di specie arboree e agricole tipiche dei paesi più caldi, e una quantità maggiore di CO2. Buone le previsioni per il turismo, per la bilancia energetica che registrerà un risparmio nei mesi invernali. Ma c'è un rovescio della medaglia che sembra già in atto: il nord sarà martoriato da alluvioni, da tempeste e da un maggiore innalzamento degli oceani.
Non buone, invece, le previsioni per il sud: secondo i ricercatori nei paesi meridionali dell'Europa aumenteranno gli areali di diffusione di rettili e anfibi, diminuirà la domanda di energia in inverno, ma aumenterà durante la stagione estiva. Inoltre, le coste minacciate dall'innalzamento del livello dei mari costringeranno le autorità ad una gestione integrata della fascia costiera e dei laghi che aumenteranno le loro dimensioni.
In totale gli esperti prevedono per l'area mediterranea un peggioramento della situazione ambientale ed economica. A cadere verticalmente la disponibilità di acqua, la durata della copertura nevosa, il turismo estivo oltre a quello invernale, le aree fertili destinate all'agricoltura, i raccolti estivi e invernali e l'estensione delle spiagge sabbiose. Aumenterà la domanda di energia in estate e le possibilità di contrarre malattie legate alla penuria di acqua o a casi di contaminazione o alla diffusione di insetti dannosi. Ancora, per quanto riguarda il turismo, le alte temperature nel sud porteranno ad una migrazione verso nord dei flussi turistici. Nere le previsioni per l'industria europea dello sci a causa della mancanza di copertura nevosa: sulle Alpi orientali ci saranno quattro settimane di neve in meno in inverno e sei in estate per ogni grado di aumento della temperatura . Sempre in ambito agricolo il rapporto prevedendo che, a causa dello spostamento degli areali, la produzione di mais si sposterà in Irlanda, Scozia, Svezia meridionale e Finlandia dove potrebbe aumentare addirittura del 30-50%. Le foreste guadagneranno terreno nei paesi settentrionali e si ritireranno nel meridione.
Fonte: notizie.alice.it
Inserito da: Redazione il 12/08/2007
Categorie: Cambiamenti climatici
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