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In pericolo la laguna di Venezia
 

La laguna di Venezia perdera’ la sua biodiversita’ se verranno confermati gli effetti dei cambiamenti climatici. La previsione e’ in uno studio dell’universita’ di Padova pubblicato dalla rivista Geophysical Research Letters, secondo cui l’ecosistema lagunare non riuscira’ a controbilanciare l’effetto dell’innalzamento dei mari previsto dall’Ipcc . ”In questo momento l’ecosistema della laguna e’ in equilibrio con gli innalzamenti del livello del mare che ci sono stati nel ventesimo secolo - spiega Marco Marani, che ha coordinato lo studio - ma secondo le previsioni dell’Ipcc questi sono destinati ad aumentare drasticamente. Secondo il modello che abbiamo sviluppato, sia la peggiore previsione degli organismi internazionali sia quella media saranno fatali per la vegetazione e per la flora batterica, che sono fondamentali per la biodiversita”’.

Nel secolo scorso il livello del mare della laguna si e’ alzato in media di 2 millimetri l’anno, ma l’ecosistema e’ sempre riuscito ad adattarsi. Secondo le previsioni nei prossimi anni l’aumento potrebbe arrivare fino a 8 millimetri, che secondo il modello sviluppato e’ una quantita’ troppo elevata per essere bilanciata dall’apporto naturale di sedimenti alla laguna. In assenza di misure che limitino l’innalzamento del mare, una soluzione potrebbe essere intervenire sui sedimenti che si depositano normalmente in laguna. In questo periodo, spiegano gli autori dell’articolo, c’e’ un basso apporto di sedimenti, dovuto al fatto che nel 1400 sono stati deviati dalla laguna due fiumi (il Brenta e il Piave) proprio perche’ ne portavano troppi. ”Adesso si potrebbe invertire questo processo - conferma Marani - e introdurre quindi in laguna piu’ sedimenti o facendo tornare i fiumi o trasportandoli direttamente e spargendoli sulla laguna. La soluzione piu’ economica sarebbe la prima, anche se bisognerebbe tenere conto del problema dell’inquinamento dei fiumi”

Fonte: ansa.it

Inserito da: Redazione il 02/07/2007

Categorie: Aree verdi e sistemi naturali, Cambiamenti climatici

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