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Inquinamento a Milano
 

L'inquinamento a Milano non è una novità. Lo sanno bene i "genitori antismog". E lo sa bene anche il New York Times che nella sua edizione online dedica ampio spazio all'argomento. Dopo un'analisi allarmante e preoccupata sulla salute dell'aria nel capoluogo lombardo, Anna Gerometta, presidente del movimento spontaneo, spiega al quotidiano americano il suo originale piano di monitoraggio ambientale: "Un gruppo di genitori e i loro figli, da novembre girano per la città con dei rilevatori portatili di particelle inquinanti. I risultati sono sconfortanti, pericolosi per la nostra salute". "Non vogliamo la guerra - precisa la leader ambientalista - ma chiediamo ai cittadini di ribellarsi e ai politici di mostrare più attenzione verso il problema".

"Il Nord Italia - scrive la giornalista del New York Times - è la zona più inquinata d'Europa. Dall'inizio dell'anno a metà di maggio, il limite imposto dall'Unione Europea e dall'Organizzazione mondiale della sanità alle polveri sottili disperse nell'aria, è stato superato a Milano almeno 80 volte e nel 2006 le cose non sono andate meglio: a fine marzo gli sforamenti erano 64 a Milano, 51 a Bologna, 49 a Venezia".

A leggere l'articolo del New York Times, dal 1990 ad oggi, gli altri grandi "inquinatori d'Europa", Germania e Polonia, hanno ridotto le emissioni di polveri sottili nell'aria mentre in Italia il livello ha continuato ad aumentare. "Quest'anno - scrive il NYT - la Commissione europea ha ritenuto inadeguato il piano di contenimento dell'inquinamento redatto a Roma condannando l'Italia a multe salatissime di miliardi di euro".

Il quotidiano Usa è particolarmente interessato all'esperienza di un gruppo di volontari composto da genitori e figli adolescenti che da sei mesi gira per Milano portando nella borsa della spesa o nello zainetto, un rilevatore elettronico di polveri sottili "e non è sorprendente che i risultati siano sconvolgenti". Tommaso Abbate, 16 anni, è uno degli associati all'associazione Genitori no-smog; abita in una strada trafficata di Milano. "Una sera - racconta alla giornalista americana - ho misurato l'inquinamento nell'aria del mio salotto: 200 microgrammi per metro cubo contro i 10 suggeriti dall'Organizzazione mondiale della Sanità come limite massimo. E nel resto delle 24 ore, la media indicata dal monitor del rilevatore è stata di 127 microgrammi per metro cubo".

"Molti Paesi sono distanti dai limiti suggeriti dai medici", spiega sul sito del NYT Roberto Bertolini, direttore del programma "Salute e ambiente" dell'Organizzazione mondiale della sanità. "Addirittura in acuni Stati il valore è almeno il doppio di quello di riferimento".

Imputato numero uno dell'inquinamento resta il traffico ma la soluzione del problema è ancora lontana stretta com'è, scrive il NYT, tra le pressioni degli industriali che mal sopportano limiti allo sviluppo economico, e i cittadini, sostenuti dai medici, che chiedono il rispetto degli standard di igiene ambientale. Contro i limiti suggeriti dall'OMS che fissa in 10 microgrammi per metro cubo la quantità massima di polveri sottili, gli Stati Uniti hanno alzato il livello a 15, e l'Unione europea ha proposto 25 microgrammi per metro cubo.

La difesa di Milano è affidata dal giornale a Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia: "Abbiamo raccolto alcune vittorie sul campo dell'inquinamento - replica il governatore - ozono e benzene sono scesi ma la lotta alle polveri sottili è molto difficile. Negli ultimi dieci anni, abbiamo ridotto i livello del 10 per cento anche se restano al di sopra degli standard europei".

Secondo l'OMS dal 2002 al 2004 le polveri sottili sarebbero responsabili di 8.220 decessi in Italia. "Contro un limite dei 10 microgrammi per metro cubo suggerito dall'OMS - spiega Bertolini - a Milano, mediamente, il tasso di concentrazione è pari a 38 microgrammi per metro cubo con punte tra i 150 e i 200 microgrammi per unitàdi misura. C'è ancora molto da fare".

Fonte: Repubblica.it

Inserito da: Redazione il 19/06/2007

Categorie: Cambiamenti climatici

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