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Investimenti miliardari contro i danni dei gas serra
Secondo il rapporto pubblicato dall’Unfccc, la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, sarà necessaria una spesa di oltre 220 miliardi di dollari all’anno entro il 2030.
Saranno necessari oltre 220 miliardi di dollari all’anno per ridurre le emissioni globali di anidride carbonica entro il 2030. Una cifra indispensabile a riportarle ai livelli attuali di 26 miliardi di tonnellate di gas serra liberati ogni anno. Gli investimenti sono pari al 0,3-0,5% del prodotto mondiale lordo: un costo molto inferiore, in ogni caso, a quello che sarebbe necessario per riparare i danni previsti dagli scenari di cambiamento climatico prospettati nei prossimi 25 anni.
È quanto afferma il Segretariato della UNFCCC, la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, in un rapporto tecnico appena pubblicato. Il documento analizza i costi e gli investimenti necessari per lo sviluppo di una efficace azione internazionale per combattere i cambiamenti del clima sul versante delle politiche di mitigazione, ossia la riduzione delle emissioni di gas serra e delle altre cause antropiche di cambiamento del clima.
Il rapporto considera il contenimento di gas serra ai livelli attuali come una misura comunque insufficiente ad evitare molte delle conseguenze negative dei mutamenti del clima. Sostiene infatti che è indispensabile scendere ancora, fino a raggiungere la quota di 11-12 miliardi di tonnellate di anidride carbonica all’anno.
Gli investimenti per la mitigazione sono così ripartiti su base annuale: 148 miliardi di dollari nel settore della produzione energetica per far decollare le energie rinnovabili, altri 36 miliardi di dollari dovrebbero essere investiti dall'industria per rendere più efficienti i processi di produzione e utilizzare in modo razionale l'energia e, infine, altri 40 miliardi di dollari dovrebbero essere spesi nella ricerca scientifica per lo sviluppo di nuove tecnologie.
“Questo significa che i finanziamenti per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica a carico dei governi e delle istituzioni pubbliche dovrebbero quanto meno raddoppiare rispetto ai livelli attuali – afferma Vincenzo Ferrara, responsabile scientifico della Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici che si terrà a Roma il 12-13 settembre 2007 - Ma significa anche che le imprese dovrebbero investire enormemente di più sia nella ricerca scientifica, sia per rimodernare i loro processi industriali”.
Gli interventi citati non sarebbero ancora sufficienti, sottolinea il rapporto, si tratterebbe di misure minime. Altre spese, ritenute necessarie, porterebbero infatti a triplicare la cifra iniziale:
1) nel settore della produzione di energia: 158 miliardi di dollari l'anno per i biocarburanti e
67 miliardi di dollari all'anno per l'efficienza energetica;
2) nel settore industriale: 36 miliardi di dollari all'anno per le tecnologie a bassa emissione di anidride carbonica (cattura del carbonio, combustibili puliti, ecc);
3) nel settore dei trasporti: 88 miliardi di dollari all'anno per motori autoveicolari più efficienti e per ristrutturare e rendere più funzionale il sistema dei trasporti;
4) nel settore dell'edilizia pubblica e privata: 51 miliardi di dollari per l'efficienza energetica degli edifici destinati ad uso residenziale, commerciale e terziario;
5) nel settore dell'agricoltura: 35 miliardi di dollari all'anno per ridurre le emissioni derivanti dalle attuali pratiche agricole e per una migliore gestione agroforestale;
6) nel settore forestale: 21 miliardi di dollari per la riforestazione e la riduzione del degrado dei suoli.
Sono questi gli investimenti, ritenuti necessari e urgenti, che concorrono a ridurre i danni provocati dai cambiamenti climatici. In mancanza di efficaci politiche di mitigazione e di adattamento i costi potrebbero raggiungere, secondo il rapporto Stern, una cifra pari al 5-20% del prodotto mondiale lordo. Mentre, pur trattandosi di cifre rilevanti, gli investimenti citati nell’ambito di interventi di mitigazione ammontano a circa lo 0,3-0,5% del prodotto mondiale lordo. Molto meno di quanto si dovrebbe sborsare per riparare i danni previsti dagli scenari di cambiamento climatico prospettati al 2030.
Fonte: conferenzacambiamenticlimatici2007.it
Inserito da: Redazione il 27/08/2007
Categorie: Cambiamenti climatici
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