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Isole artificiali per un’energia pulita
 

L’architetto britannico Alex Michaelis presenta il suo ultimo progetto: la costruzione di arcipelaghi galleggianti in grado di produrre elettricità, acqua potabile e persino cibo, utilizzando le calde acque tropicali

Da lontano potrebbe apparire come un’isola paradisiaca, ma avvicinandosi ci si rende conto che le palme sono in realtà aerogeneratori eolici, e turbine per il moto ondoso prendono il posto di spiagge sabbiose. E’ “Energy Island”, letteralmente l’Isola dell’energia, l’innovativo progetto dell’architetto britannico Alex Michaelis. Concepito in collaborazione col padre Dominic, ingegnere, l’ambizioso disegno propone la costruzione di arcipelaghi di isole artificiali nella fascia di acque interessate da clima tropicale che si estende dai Caraibi al mare Cinese meridionale. Ogni isola sarebbe costruita su una piattaforma galleggiante e al suo centro vi sarebbe un impianto idroelettrico per convertire il calore dal mare tropicale, elettricità ed acqua potabile. Inoltre delle turbine sottomarine e strutture galleggianti, adeguatamente piazzate in superficie catturerebbero l’energia delle correnti. Ogni unità sarebbe in grado di produrre 250 megawatt, che verrebbero convogliati verso la più vicina zona abitata. “Ogni isola energetica opera in maniera simile a una piattaforma petrolifera, con 25 persone che ci abitano per operare i macchinari per la produzione di energia e gestire le coltivazioni”, ha spiegato Michaelis. “I team di lavoratori trascorrerebbero sulla piattaforma sei settimane sì e sei no. Le isole possono essere collegate tra loro in modo che se fosse necessaria la produzione di una quantità maggiore di energia basterebbe solamente organizzare una colonia più grande. In futuro le isole potrebbero diventare attrazioni turistiche ecologiche”. Il piano parteciperà alla Virgin Earth Challenge, competizione lanciata a febbraio 2007 dall’imprenditore britannico Sir Richard Branson, con 18.9 milioni di euro in palio per il vincitore. “Per secoli abbiamo cercato di padroneggiare la natura, ma ora la nostra ultima speranza è di lavorare con la natura”, ha detto Dominic Michaelis.

Fonte: rinnovabili.it

Inserito da: Redazione il 09/01/2008

Categorie: Cambiamenti climatici, Energia

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