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Italia, 20 miliardi di euro nel 2006 per i rifiuti
Rifiuti, nel 2006 l’Italia ha speso quasi 20000 milioni di euro. Secondo un'indagine dell'Istat, per la gestione complessiva di rifiuti, acque reflue e risorse idriche, lo scorso anno il nostro Paese ha affrontato un costo di 31.689 milioni di euro (circa il 2,1% del Pil).
Smaltire i rifiuti, gestire acque reflue ed organizzare le risorse idriche. Per queste attività il nostro Paese spende delle cifre astronomiche. In base ai dati diffusi dall'Istat risulta che, nel 2006, l'Italia ha destinato a questo settore ben 31.689 milioni di euro, ossia il 2,1% del Pil. Per la sola gestione rifiuti la somma stanziata è stata di 19.587 milioni di euro (l'1,3% del Pil). Lo studio realizzato dall'Istituto di statistica prende in esame il periodo 1997-2006, descrivendo i finanziamenti impiegati per proteggere l'ambiente da fenomeni di inquinamento e di degrado, nonché le spese sostenute per usare ed amministrare le risorse naturali secondo criteri di sostenibilità.
"Dal 1997 al 2006 - rileva l'Istat - la spesa complessiva per i tre servizi considerati fa registrare un aumento del 60%; tale crescita interessa tutti i settori ambientali sebbene con diversa intensità. La spesa per la gestione dei rifiuti cresce del 78%, passando da un'incidenza sul Pil dell'1,1% nel 1997 all'1,3% nel 2006. La spesa per la gestione delle acque reflue cresce nel periodo esaminato del 24%, mantenendo un rapporto con il Pil sostanzialmente stabile. Anche la spesa per la gestione delle risorse idriche, pur aumentando del 43%, mantiene un'incidenza sul Pil sostanzialmente stabile (pari allo 0,6%)".
La principale componente della spesa nazionale per il settore esaminato è costituita dai consumi, ossia le spese per la fruizione del servizio sostenute per le diverse tipologie di utenze (civili e produttive, pubbliche e private). Nei settori della gestione rifiuti ed acque reflue la maggior spesa è rappresentata dai consumi intermedi delle imprese, rispettivamente con il 59% ed il 48% del totale della spesa in Italia). Mentre per le risorse idriche la quota più elevata proviene dai consumi finali: famiglie (utenze civili domestiche) Pubblica Amministrazione ed Istituzioni sociali senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.
Sono soprattutto i privati ad investire in servizi ambientali. Nel complesso si registra una crescita degli investimenti nella prima parte del periodo considerato fino al 2001. Il fenomeno è particolarmente rilevante nel caso dei produttori ausiliari, ossia coloro che autoproducono i servizi ambientali a proprio uso e consumo. "Per quanto riguarda gli investimenti dei produttori specializzati, - afferma l'Istat - che hanno per attività principale la produzione di servizi ambientali per la vendita a terzi, si osserva nel complesso dal 1997 al 2006 un incremento pari al 39%, con un andamento crescente fino al 2003. All'interno di tale andamento si nota come la crescita del fenomeno nell'arco dell'intero periodo sia determinata in particolare da una crescita degli investimenti dei produttori privati (+75%) a fronte di una riduzione di quelli della PA e delle ISSL (-19%)".
Fonte: helpconsumatori.it
Inserito da: Redazione il 10/08/2007
Categorie: Rifiuti
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