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La Liguria cerca le rotte dei rifiuti con i palloni
 

Probabilmente qualcuno alla regione Liguria deve aver letto il lungo (e bello) articolo “Moby Duck” di Donovan Hohn, apparso sull’Harper’s Magazine e ripreso in Italia dalla rivista “Internazionale” che racconta l’avventura di 7.200 paperelle di plastica gialla (e 7200 castori rossi, 7.200 rane verdi e 7200 rane azzurre) provenienti da un naufragio, in pieno Oceano Pacifico, di un cargo che nel 1992 si dirigeva da Hong Kong a Tracoma, nello Stato di Washington, nel nord est degli Usa. Gli animaletti di plastica viaggiano ancora nei mari, alcuni dopo 11 anni furono ritrovati a 7.000 miglia di distanza, sulle coste atlantiche del Maine, ridisegnando la mappa delle correnti oceaniche del pianeta.

La regione ligure ha fatto più o meno lo stesso ragionamento: capire da dove vengono i rifiuti galleggianti e risalire la corrente per capire chi li abbandona. L´Osservatorio ligure pesca e ambiente vuole così conoscere l’impatto sul mare di nautica da diporto, pesca a strascico illegale, abbandono di rifiuti nei fiumi, sulla costa e in acqua, ma anche come le correnti li distribuiscono e quali rotte seguono.

Il progetto è stato recentemente illustrato al Salone nautico Genova dall´assessore all´ambiente della Liguria Franco Zunino e punta soprattutto a registrare la "tracciabilità" dei rifiuti galleggiasnti che spesso insozzano spiagge e coste “incolpevoli” e magari scatenano l’ira di Cementano in vacanza sulla Riviera dei Fiori.

Il progetto prevede il rilascio di oggetti molto meno resistenti delle ormai mitiche e indistruttibili paperelle cinesi che hanno circumnavigato l’Artico americano: “palloni” biodegradabili (con modelli e consistenza diversia seconda se devono stare in superficie o essere trascinati sul fondo), nelle foci dei fiumi e in aree marine di Golfo del Tigullio, Golfo Paradiso e imperiese. L´operazione, si svolgerà dall’autunno fino alla prossima primavera, e coinvolgerà le marinerie di Sestri Levante, Santa Margherita Ligure, Imperia e Sanremo.

150 palloni verranno rilasciati nei fiumi Impero, Prino e Armea, Petronio, Entella e Rupinaro e in diverse punte e porti; poi i pescatori, dipartisti e turisti cercheranno di ritrovarli in mare aperto o sulle coste, in cambio, per ogni segnalazione, riceveranno anche un premio dall´Osservatorio.

Fonte: greenreport.it

Inserito da: Redazione il 18/10/2007

Categorie: Rifiuti

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