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La via italiana del biodiesel
Nasce il biodiesel made in Italy, e così l’Italia che produce balza in prima linea sul fronte dei business ecologici: è il caso di Bitolea, media azienda con sede principale a Landriano, in provincia di Pavia. Dall’anno in corso, la società, fondata nel 1978 e attualmente con un fatturato di 130 milioni di euro, 190 dipendenti e 103.000 metri quadrati di impianti e uffici, produrrà a livello industriale bioetanolo e biocarburanti in genere.
Oggi l’azienda opera in tre campi di attività: sintesi di intermedi chimici e chimicofarmaceutici; produzione e purificazione di solventi organici; sviluppo e preparazione di carburanti e combustibili ecologici. Finora Bitolea ha puntato con successo soprattutto sulla purificazione dei solventi organici e sulla fornitura di "composti di base" di elevatissima purezza per il mercato farmaceutico (prodotti salvavita, antiaids, farmaci sperimentali).
Fra l’altro, per questa tipologia di produzione, la società di Landriano, nel 2007, ha ricevuto l’Abbott Supplier Excellence Award, un premio che la multinazionale farmaceutica americana Abbott assegna ad un’aziende fornitrice.
Ora Bitolea rilancia anche nel difficile ambito dei biocarburanti, uno dei suoi cavalli di battaglia, che, per un certo periodo, data la non favorevole legislazione italiana, aveva un po’ tenuto a freno, annunciando una capacità produttiva di 15.000 tonnellate.
La strategia del management è chiara. «Vogliamo rafforzare ulteriormente la nostra mission che ci ha sempre visti all’avanguardia nel campo dell’ecologia e della sostenibilità ambientale», dice Domenico Intini, amministratore delegato del gruppo chimico ecologico. «Uno studio avanzato del processo tecnologico effettuato dal nostro reparto di ricerca e sviluppo ci ha portato a considerare di riprendere la produzione di biocarburanti a livello industriale. Da oltre dieci anni Bitolea è in possesso dell’autorizzazione ministeriale per la trasformazione degli oli vegetali in carburanti e benzine ecologiche. In questo lasso di tempo le quantità che sono uscite dai nostri impianti, nonostante le quote assegnateci molto elevate, sono sempre state molto basse e destinate prevalentemente alla farmaceutica e alla cosmesi». Pur con tutte le problematiche ancora legate ai costi e all’applicazione delle accise – conclude il manager di Bitolea – «crediamo che i tempi, siano maturi per rilanciare in grande stile la produzione di biodiesel e bioetanolo».
L’impresa guidata dai fratelli Intini (accanto a Domenico operano attivamente anche Gianbattista e Vito) è da sempre votata al recupero delle materie prime (come nel caso dei solventi utilizzati nei più svariati processi produttivi e nella raffinazione del petrolio) con l’obiettivo di produrre sostanze "purificate". Inchiostri, vernici, alcol etilico, materiali plastici di ogni genere, ma anche, ad esempio, microchip per computer, sono solo alcuni dei prodotti finali che, necessitando di un altissimo grado di purezza, fanno capo agli impianti di distillazione, rettificazione, estrazione e filtrazione di Bitolea. Con ampie quote della produzione destinate all’export in vari paesi europei, negli Stati Uniti, in Cina, in India e in Medio Oriente.
A completare la vocazione "ecologica" dell’azienda di Landriano, si aggiunge anche l’annuncio dell’installazione nello spazio industriale di una centrale da 4 megawatt per l’autoproduzione di energia elettrica. Un ulteriore passo di Bitolea verso lavorazioni sempre più "a circuito chiuso", senza sprechi e con ridottissime sostanze di scarto.
Fonte: repubblica.it
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Inserito da: Redazione il 26/02/2008
Categorie: Energia
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