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L'Ue controlla la pesca del tonno rosso
 

La Commissione europea ha avviato procedure d´infrazione nei confronti di Italia, Cipro, Francia, Grecia, Malta, Portogallo e Spagna che praticano la pesca del tonno rosso nell´Atlantico orientale e nel Mediterraneo. Le lettere di costituzione in mora sono state inviate per il mancato rispetto dell´obbligo di inviare alla Commissione i dati relativi alle catture. Per Italia e Francia la procedura d´infrazione riguarda anche carenze nel controllo delle attività di pesca. I 7 Stati hanno un mese per rispondere alla Commissione. La settimana scorsa la Commissione ha chiuso la pesca del tonno rosso fino alla fine del 200, dopo l´esaurimento del contingente assegnato per quest´anno all´Ue.

Secondo la Commissione «il depauperamento di questo stock è il risultato di anni di sovrasfruttamento. È essenziale che il piano internazionale di ricostituzione, convenuto l´anno scorso dalla Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell´Atlantico (Iccat), sia attuato pienamente e urgentemente da tutte le parti interessate».

Il nuovo piano quindicennale Iccat di ricostituzione dello stock orientale di tonno rosso, che è stato adottato a novembre a Dubrovnik prevede misure già recepite nella legislazione comunitaria, in attesa che il Consiglio adotti il piano a lungo termine. Gli Stati membri sono responsabili dell´applicazione di queste norme nelle loro acque e nei loro territori. Per contrastare le attività di pesca illegali che hanno inciso così negativamente sulla pesca del tonno rosso, il piano prevede misure globali che coprono tutte le fasi, dalla cattura alla commercializzazione fino all´esportazione del tonno rosso.

«La documentazione e la trasmissione di dati alla Commissione in momenti prestabiliti – sottolinea la nota - rappresentano un elemento cruciale di questa lotta. Essi consentono inoltre alla Commissione di monitorare in tempo reale l´utilizzazione da parte di ciascuno Stato membro della quota del contingente Ue che gli è stata assegnata. Gli Stati membri interessati non sembrano tuttavia aver adempiuto ai loro obblighi in questo campo. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a controllare e monitorare le attività correlate a tale pesca: in mare, nei porti, nei siti di ingabbiamento e nei mercati. Nel caso della Francia e dell´Italia sono emersi segni di carenze anche in questo settore».

Fonte: greenreport.it

Inserito da: Redazione il 30/09/2007

Categorie: Aree verdi e sistemi naturali

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