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Nasce in Toscana un centro per la Biodiversità
Tutti autoctoni ma sempre più rari. Farfalle, pipistrelli, rettili e anfibi all’interno di una flora selezionata. Sono i futuri inquilini del Centro per la Biodiversità che aprirà i battenti all’interno del Parco dell’Uccellina. La missione principale del centro sarà preservare la biodiversità, conservare specie autoctone a rischio, sotto la pressione delle attività economiche, dell’inquinamento, dei cambiamenti climatici, della distruzione dell’habitat naturale.
E’ stato presentato a Firenze il progetto per il nuovo Centro, un progetto che vede tra i capofila l’Azienda Agricola dell’Uccellina e il Parco regionale della Maremma, insieme all’Università di Siena, di Torvergata e di Pisa.
Un”progetto modello” l’ha definito l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo Paolo Cocchi, sottolineando l’importanza di un'iniziativa che nasce da un attore privato come l'Azienda agricola e che intorno a se riesce ad aggregare istituzioni pubbliche come l’Ente Parco ed istituzioni scientifiche come le tre università.
I terreni su cui sorgerà il Centro sono infatti di proprietà dell’Azienda agricola dell’Uccellina. All’interno del Centro, però, sono previsti laboratori e spazi destinati alla ricerca scientifica oltre ad un giardino botanico di 5 ettari, una casa delle farfalle, un centro per i pipistrelli e uno per i rettili acquatici. Tutti i materiali saranno di origine locale ed a basso impatto ambientale come pietra, legno e vetro. Il centro sarà autosufficiente energeticamente grazie all’uso di energia solare e ridurrà al minimo l’uso di condizionatori, ricorrendo all’utilizzo bioclimatico dell’acqua.
Il costo complessivo del progetto è di 4 milioni di euro ed è in corso la procedura per poter ricevere 1,6 mln dalla Commissione Europea nell’ambito del programma comunitario Life+ - Biodiversità 2007-2013. Per ora non sono ancora previsti contributi diretti da parte della Regione Toscana e della Provincia di Grosseto che però hanno espresso ufficialmente il proprio sostegno.
Il Centro per la Biodiversità và ad impiantarsi in una regione che già gode di una ricca rete di aree verdi, il 10% del territorio toscano, infatti, è protetto e proprio l’area interessata, il Parco della Maremma, rientra nella rete Natura 2000 di siti di interesse comunitario.
“Il Centro unirà quattro aspetti principali”, ha sottolineato il Presidente del’Ente Parco Giampiero Sammuri, “ la didattica, la conservazione delle specie a rischio, la ricerca universitaria, la ricettività turistica e la sostenibilità economica”. Perché ci sarà anche questo nel centro, uno spazio riservato ai visitatori e un percorso tra gli animali, nel giardino botanico attraverso il quale i visitatori, più o meno giovani, potranno ammirare le specie animali e la particolare vegetazione. Previsto anche un centro documentazione dove sarà possibile prendere visione di documentari e filmati, oltre ad un punto ristoro.
La divisione dei compiti prevista dal progetto assegna all’azienda agricola la gestione del centro, e all’ente parco l’attività promozionale, in modo da aumentare il flusso di visitatori nei vari periodi dell’anno, e il coordinamento e programmazione della didattica ambientale. Le attività scientifiche di studio, sperimentazione e monitoraggio ambientale, coordinate dal parco, saranno svolte dai docenti di botanica, biologia e zoologia di tre università, Siena, Pisa e Tor Vergata con cui sono state stipulate convenzioni per 5 anni. Il centro disporrà anche di un punto di ristoro per i visitatori.
Countdown 2010 è la campagna internazionale, cui ha aderito anche il nostro paese, il cui obiettivo è di fermare la perdita di biodiversità entro il 2010.
Mancano solo due anni e questo può essere un piccolo passo per andare nella direzione giusta.
Fonte: toscanaeuropa.it
Inserito da: Redazione il 31/01/2008
Categorie: Aree verdi e sistemi naturali
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