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Paesaggio, approvato il nuovo codice
 

Il consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge che riforma il codice dei beni culturali e paesaggistici. Come annunciato durante l’audizione in commissione ambiente del Senato la scorsa settimana, oggi il ministro dei beni culturali, Francesco Rutelli ha presentato la proposta di riforma del codice Urbani (del 2004) che scaturisce dal lavoro della commissione coordinata da Salvatore Settis. L’obiettivo dichiarato da Rutelli era quello di «non presentare una norma manifesto, ma un codice che possa essere approvato in tempi rapidi, dopo una larga e profonda istruttoria».

Le principali modifiche al Codice dei beni culturali e paesaggistici approvate dal consiglio dei ministri del 25 gennaio prevedono un coordinamento tra norme comunitarie, accordi internazionali e normativa interna più efficace per assicurare il controllo sulla circolazione internazionale dei beni appartenenti al patrimonio culturale. Ma la riforma del codice rappresenta «una svolta per il governo del territorio» ha dichiarato Rutelli. Infatti, ha aggiunto «oltre ad apportare alcune modifiche al codice, è stata riformulata tutta la parte relativa al paesaggio, sulla scorta dei principi espressi dalla Corte costituzionale, adeguata ai principi della Convenzione europea ratificata nel 2004».

E’ stato un esame molto complesso, che ha comportato un anno di lavoro, cui è stato dato un forte contributo da parte del ministero dell’Ambiente, ha spiegato Rutelli e sempre riguardo al paesaggio ha sottolineato che «non si interverrà più contro il guasto prodotto ma prima». Il paesaggio viene riconosciuto come valore primario e assoluto, che deve essere tutelato dallo Stato in maniera prevalente rispetto ad altri interessi pubblici in materia di governo e valorizzazione del territorio.

La pianificazione è vista come uno strumento di tutela e disciplina del territorio, ed è previsto l’obbligo da parte delle regioni di coinvolgere il ministero dei Beni culturali nell´elaborazione di quelle parti del piano che riguardano beni paesaggistici. Per questo è stato contemplato un rafforzamento del ruolo delle soprintendenze, che avranno un parere vincolante sugli interventi previsti sul territorio.

Apprezzamenti alla riforma del codice sono arrivati da Ermete Realacci, Presidente della Commissione Ambiente e Territorio della Camera, che ha dichiarato che «Il patrimonio storico culturale e paesaggistico è il lievito per lo sviluppo del paese. E’ una materia prima preziosa che bisogna valorizzare e difendere».
«Il decreto approvato – prosegue Realacci – è un importante strumento anche per garantire l’integrità del territorio dalle speculazioni, dall’abusivismo edilizio, dal degrado e dall’abbandono. Per valorizzare il nostro patrimonio artistico, come rilancio della nostra identità e volano per l’economia del Paese».

Tra le misure previste c’è anche l’istituzione di una struttura tecnica presso il ministero che ha l’incarico di assistere i comuni e intervenire direttamente per la demolizione degli ecomostri. Per cui, ha ricordato il ministro Rutelli, la finanziaria di quest’anno prevede l’istituzione di un fondo di 15 milioni di euro l’anno a partire già dal 2008 per interventi di recupero e di demolizione laddove si riterrà necessario.

Fonte: greenreport.it

Inserito da: Redazione il 28/01/2008

Categorie: Aree verdi e sistemi naturali

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