| |
Rds e Wwf salvano l'oasi di Vanzago
Porta in dote circa 85.000 euro la campagna lanciata da Rds e Wwf per l’oasi di Vanzago per salvare uno degli ultimi boschi di pianura contribuendo, contemporaneamente, a contrastare il cambiamento del clima. «Siamo particolarmente felici che una iniziativa impegnativa come questa, partita con grandi aspettative, abbia avuto una così importante conclusione. L’esito va ben al di là delle nostre più rosee aspettative e non possiamo che confermare quanto l’affetto e la partecipazione dimostrata dai nostri ascoltatori sia stata determinante per questo grande risultato.
La responsabilità sociale, d’altronde, è sempre stata parte integrante della nostra identità culturale. Abbiamo oggi raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati e nell’immediato futuro saremo ancora più impegnati su questo fronte. I nostri ascoltatori sono con noi e precederemo insieme sulla strada che ci condurrà a realizzare azioni concrete per salvaguardare il nostro paese dai pericoli dalle variazioni climatiche. Condividiamo con il nostro partner Wwf l’entusiasmo per gli ottimi risultati raggiunti e siamo certi che dopo questo obiettivo raggiungeremo felicemente anche quelli che ci daremo in seguito», afferma Eduardo Montefusco, presidente di Rds. L’Oasi WWF di Vanzago, vicino a Milano, è uno degli ultimi lembi intatti di bosco di pianura in Italia, ma è in uno stato di grave sofferenza per l’inquinamento e i cambiamenti climatici.
«Grazie agli amici di Rds stiamo cercando di trovare una prima soluzione: recuperare almeno un tassello di natura italiana, che sta soffrendo a causa dei cambiamenti climatici», commenta Enzo Venini, presidente Wwf Italia. Sicuramente sarà necessario ripristinare molte piante autoctone, ridando al bosco l’aspetto originario che si sta perdendo a causa della presenza di specie arrivate da luoghi lontani, in seguito, sarà da verificare la salute delle singole piante, delle specie e dell’ecosistema nel suo complesso. Con lo studio attento del bosco che sarà realizzato nei prossimi mesi da tecnici competenti, si potranno a capire nel dettaglio i problemi delle diverse aree e specie presenti, ipotizzando le soluzioni più adatte.
«Dovremo piantare migliaia di nuovi alberi, per ampliare l’area boschiva di Vanzago e collegarla ai boschi vicini, cercando di favorire così l’adattamento del bosco ai mutamenti climatici creando una rete ecologica che funzioni proprio come la rete di internet, che quando salta un nodo gli altri lo sostituiscono e tutto continua a funzionare. Pensiamo a cosa accade quando c’è un incendio o la siccità o le alluvioni, con un sistema a rete le zone che si sono salvate da questi eventi diventeranno rifugio e passata l’emergenza ridaranno vita alle aree distrutte», conclude.
Fonte: lastampa.it
Inserito da: Redazione il 09/08/2007
Categorie: Aree verdi e sistemi naturali
 |