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Reggio Emilia, Progetto 'Ecoabita'
REGGIO EMILIA - Il Comune compie un altro importante passo in materia di risparmio energetico. Lo scorso 19 settembre la Giunta ha approvato una delibera che introduce significativi strumenti di contenimento dei consumi energetici nel settore dell’edilizia, a vantaggio della sostenibilità ambientale ed economica degli immobili.
Il progetto Ecoabita – sviluppato dall’assessorato urbanistica ed edilizia del Comune sulla base di un progetto pilota promosso insieme a Regione Emilia Romagna, Provincia di Reggio Emilia ed Acer, in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, le Università di Ferrara, Modena e Reggio, a cui oggi aderiscono oltre trenta Comuni della nostra Provincia – è passato dalla fase sperimentale alla fase operativa e i suoi principi sono divenuti ufficialmente Linee guida per la certificazione energetica degli edifici da applicare sia alle nuove costruzioni che alle opere di riqualificazione e manutenzione straordinaria degli immobili.
Il progetto, elaborato in accordo con un tavolo tecnico costituito dai rappresentanti delle associazioni di categoria, degli ordini professionali e dalle organizzazioni sindacali, interviene sul regolamento edilizio comunale, introducendo pratiche che promuovono la riduzione del consumo di risorse non rinnovabili attraverso l’uso di tecnologie costruttive bioclimatiche, al fine di ridurre le emissioni di gas inquinanti in atmosfera e garantire risparmi economici alle famiglie.
Lo scopo è quello di promuovere la realizzazione di edifici che consumeranno meno della metà di quelli attuali e saranno in grado, inoltre, di attuare la riduzione del 30% del consumo di acqua potabile e la diffusione dell’utilizzo di energie rinnovabili. Il progetto, che integra il quadro normativo di riferimento per gli enti locali, consente infatti, grazie all’effetto combinato delle novità introdotte dal decreto legislativo 192, una riduzione di oltre il 46% delle emissioni di anidride carbonica e del 60% dei consumi energetici delle abitazioni previste in nuova costruzione e ristrutturazione completa, rispetto allo standard edilizio post L.10/91. Si tratta dunque di una vera e propria rivoluzione energetica nel settore edilizio che consente di coniugare il rispetto dell’ambiente e il contenimento dei consumi con consistenti vantaggi economici.
Per favorire l’adozione di tali misure, il Comune ha messo in campo importanti incentivi economici, edilizi e di merito, una parte dei quali destinati al recupero energetico del patrimonio edilizio esistente. È infatti di prossima pubblicazione un bando (sito www.ecoabita.it.) per la concessione di contributi per opere di isolamento delle superfici verticali e sostituzione di vetri semplici con doppi e tripli vetri e per l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria.
Il contributo iniziale da parte dell’Amministrazione Comunale, che opera in sintonia con gli incentivi introdotti dalla legge finanziaria, è pari a 180mila euro in tre anni e arriverà a coprire fino al 15% del costo complessivo degli interventi promossi.
Per ottenere il contributo è necessario presentare la documentazione richiesta per il 55% previsto dalla legge finanziaria. La combinazione dei due incentivi consentirà ai richiedenti di sommare le agevolazioni e di ottenere così un notevole risparmio sui costi dell’intervento.
Il bando consentirà, inoltre, grazie alla collaborazione con Enia, di attivare i meccanismi previsti dal protocollo di Kyoto legati ai titoli di efficienza energetica, il cui controvalore economico, riconosciuto dall’autorità per l’energia, potrà essere reinvestito in nuovi contributi pubblici per la ristrutturazione energetica dell’esistente.
Per agevolare il lavoro di progettisti edili e cittadini desiderosi di ottenere la certificazione energetica della propria abitazione, il Comune di Reggio ha attivato lo sportello informativo Ecoabita, all’interno del servizio edilizia privata (Info: tel. 0522.456689 e www.ecoabita.it).
“Il progetto Ecoabita – ha detto l’assessore comunale all’edilizia e all’urbanistica Ugo Ferrari - si affianca ad altri strumenti che perseguono analoghi obiettivi di riduzione dell’inquinamento e incentivo della sostenibilità ambientale, come il nuovo piano strutturale e il piano energetico comunale, il Pum di area vasta, la realizzazione di aree produttive ecologicamente attrezzate, i bilanci ambientali sulle aree di trasformazione”.
“Il settore edilizio riveste un ruolo primario, assieme al trasporto e all’industria, per il raggiungimento, entro il 2020, degli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera del 20%, fissati dall’Unione Europea. Per questo è necessario agire con interventi mirati, fissare dei parametri per la realizzazione dei nuovi edifici e per favorire la riqualificazione dell’esistente”.
“Non da ultimo, è importante sottolineare i benefici sociali legati ai progetti di risparmio energetico. In un contesto caratterizzato da costi dell’abitare sempre più onerosi in termini di utenze, operazioni di questo tipo permettono di fornire alle famiglie concrete opportunità di risparmio. Ridurre fino ad un quarto gli attuali costi delle bollette energetiche, rappresenta infatti un elemento essenziale per la definizione di una efficace politica abitativa rivolta alle fasce di popolazione più debole”.
Fonte: romagnaoggi.it
Inserito da: Redazione il 05/10/2007
Categorie: Cambiamenti climatici, Energia, Sviluppo urbano sostenibile
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