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Riforma codice ambientale
 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo correttivo al Codice ambientale (dl 152/2006). Con questo decreto saranno sanate 6 infrazioni comunitarie, già aperte nei confronti del nostro paese, e 2 condanne della Corte di Giustizia.

“Con questo provvedimento – ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio – diventiamo un paese europeo, coniugando rigore nel rispetto dell’ambiente e semplificazione burocratica. Ora si tratta di proseguire su questa strada. Per questo il nostro impegno è quello di intervenire sul tema delle terre e rocce da scavo nel prossimo decreto ‘salva infrazioni’. Potremo così sanare anche la più recente condanna che l’Italia ha ricevuto proprio nei giorni scorsi. Insieme, stiamo lavorando per i nuovi decreti correttivi che riguardano acqua, bonifiche, aria e danno ambientale”.

In sintesi, il decreto - rispetto alle norme in vigore - riscrive integralmente le norme in materia di VIA e VAS (Valutazione d’Impatto Ambientale e Valutazione Ambientale Strategica) e stabilisce tempi certi per la VIA – che andrà fatta sul progetto definito e non più preliminare - dai 150 giorni ad un massimo di 330 giorni (per le opere più complesse) senza possibilità di prolungamenti indefiniti. E’ stato inoltre eliminato il silenzio-rigetto, ossia il meccanismo automatico in base al quale in assenza di risposte si considerava rifiutata la richiesta valutazione presentata. Ora si avrà sempre un provvedimento motivato entro i termini stabiliti. In caso di superamento dei termini il provvedimento andrà alla decisione del Consiglio dei Ministri. Il provvedimento recepisce anche le direttive comunitarie in materia di partecipazione dei cittadini che oggi sono sostanzialmente esclusi dal processo decisionale. I cittadini potranno così intervenire già all’inizio dell’iter procedimentale. La modifica delle norme relative alla Vas consentirà di superare le infrazioni comunitarie aperte nei confronti del nostro paese.

In materia di rifiuti, il decreto ristabilisce la gerarchia dei principi di gestione: riduzione, riutilizzo, riciclo. Prevede una nuova disciplina del settore dei consorzi che sono lo strumento con il quale i produttori (insieme con recuperatori e riciclatori) si fanno carico di gestire i rifiuti e gli imballaggi da essi prodotti. Il provvedimento varato oggi prevede alcune semplificazioni: per il Mud sono state esonerate le imprese fino a 10 dipendenti (per i rifiuti non pericolosi). Il registro di carico e scarico è stato unito al registro Iva per gestori di rottami ferrosi e non ferrosi, così come è stato chiesto dalle commissioni parlamentari. Infine, è stato previsto un sistema di tracciabilità satellitare per offrire le massime garanzie di controllo eliminando inutili ed eccessivi ricorsi alle certificazioni cartacee.

Fonte: minambiente.it

Inserito da: Redazione il 28/12/2007

Categorie: Informazione e partecipazione, Rifiuti

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