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Settimana dell'energia al Parlamento europeo
 

Settimana parlamentare all'insegna dell'energia. Questo in sunto il tema centrale della seconda settimana plenaria di settembre che vede gli eurodeputati impegnati a trovare soluzioni sostenibili in campo energetico. Sono due i dibattiti che figurano nelle prime 24 ore di attività a Strasburgo, entrambi originati da due relazioni di iniziativa: il primo sulle fonti rinnovabili di energia e l'altro sulla realizzazione di una politica estera comune in tema energetico.

Energie rinnovabili

Stasera si apre con la relazione affidata all'eurodeputata danese Britta Thomsen del gruppo socialista (PSE) sulle energie rinnovabili, in scia alla decisione dei leader europei lo scorso marzo di fissare al 20% il consumo minimo europeo di energia da fonti rinnovabili. La relazione chiede alla Commissione di presentare entro fino anno una tabella di marcia legislativa, con obiettivi chiari in tema di elettricità, trasporto e riscaldamento. I deputati propongono altresì che entro il 2020 un quinto dell'energia europea provenga da fonti rinnovabili.

Britta Thomsen crede che questi obiettivi siano "un'opportunità e non un fardello", capaci di generare "un'Europa più verde, competitiva e dunque capace di creare più innovazione e posti di lavoro". La deputata danese immagina questi obiettivi vincolati al raggiungimento di un vero e proprio mercato interno dell'energia, con risparmi sino al 20% e emissioni limitate di CO2.

Politica estera energetica

Domani sarà la volta della relazione del deputato polacco Jacek Saryusz-Wolski, del gruppo del partito popolare europeo (PPE-DE), che perora l'opportunità di una politica estera comune in tema energetico. Saryusz-Wolski, presidente della commissione parlamentare affari esteri, vorrebbe un'Europa conscia del suo peso economico quando negozia con i fornitori e capace di esprimersi con una sola voce. Un "Alto dirigente" con compiti di coordinamento e clausole specifiche negli accordi internazionali dovrebbero rappresentare gli atout della nuova politica energetica europea.

"L'obiettivo di questa relazione - spiega Saryusz-Wolski - è quello di creare nel medio-lungo termine una vera e propria politica estera europea comune in campo energetico". Saryusz-Wolskidefinisce, che definisce un'eventuale "Carta europea dell'energia" una "pietra miliare" della cooperazione europea e internazionale in campo energetico, insiste sulla solidarietà fra i paesi membri in caso di minaccia alla sicurezza dell'approvvigionamento. "L'Europa ha bisogno di solidarietà energetica e di diversificazione: quando i paesi terzi usano l'energia come leva di politica estera, l'energia non rappresenta più un semplice prodotto".

Energia e diritti dell'uomo

La relazione del Parlamento chiede inoltre si eserciti pressione sulla Russia affinché organizzi un mercato dell'energia "più aperto, trasparente e leale", mentre sottolinea la necessità di una maggiore cooperazione con l'India, il Brasile e la Cina. In questo contesto, i deputati chiedono che la politica energetica sia concepita come strumento per la promozione dei diritti dell'uomo, della democrazia e del rispetto dello stato di diritto.

I problemi energetici che hanno colpiti l'Europa l'anno scorso, con al centro il contenzioso fra Russia e Ucraina, hanno spinto l'Ue a considerare prioritario un approccio integrato della politica energetica europea anche in termini di politica estera. La Conferenza intergovernativa (CIG) attualmente al lavoro sta cercando anche in questo campo soluzioni da includere nel futuro Trattato riformato.

Fonte: europarl.europa.eu

Inserito da: Redazione il 24/09/2007

Categorie: Energia

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