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Smog sulle Olimpiadi, Pechino ferma le auto
A 400 giorni dai giochi sale l’allarme inquinamento. Ieri la notizia di 750.000 morti l’anno causate dall’aria malsana delle città. Oggi l’annuncio della Municipalità: veicoli bloccati per due settimane ad agosto.
La municipalità di Pechino ha annunciato oggi, mentre il conto alla rovescia per le Olimpiadi é arrivato a -400 giorni, che per due settimane in agosto un milione di veicoli verranno bloccati nel tentativo di limitare l’inquinamento atmosferico, ritenuto dal Comitato Olimpico Internazionale (Cio) un grave problema irrisolto.
L’annuncio giunge all’indomani della diffusione dei dati della Banca Mondiale, secondo i quali 750.000 cinesi muoiono ogni anno per le sostanze che respirano nell’aria delle città. Pechino, da una settimana, è avvolta in un foschia appiccicosa, con i termometri hanno oscillato tra i 36 ed i 38 gradi e con l’ umidità superiore al 90 per cento. Un vero e proprio tormento per i responsabili dei Giochi, il Bocog (il comitato organizzatore guidato dal giovane leone del Partito Comunista Liu Qi) e la municipalità di Pechino (di fatto, una provincia di 15,2 milioni di abitanti) diretta da Wang Qishan, un altro astro nascente del firmamento politico cinese.
La municipalità ha speso 15 miliardi di dollari in iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico, pesante a causa del largo uso che ancora si fa del carbone e dalla continua crescita dei veicoli in circolazione (oggi circa tre milioni). Il vicepresidente del Cio, Hein Verbruggen, in un conferenza stampa tenuta a Pechino nel corso della sua ultima visita, in aprile, ha riconosciuto l’impegno degli organizzatori che, ha detto, hanno preso «una serie di importanti misure come il rimboschimento nelle zone intorno al centro urbano». «Però - ha aggiunto - non è bastato e non bisogna assolutamente pensare che il problema sia stato risolto». Verbruggen si è dichiarato «fiducioso» sulla possibilità di arrivare ai Giochi con un’aria respirabile, puntando sull’impegno dei cinesi e sulla «collaborazione tra loro e noi, che sta funzionando bene».
Fonte: La Nuova Ecologia
Inserito da: Redazione il 05/07/2007
Categorie: Cambiamenti climatici
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