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Stpo alle lampadine a incandescenza dal 2012
 

Arriva alla Camera il piano interventi in 11 proposte

Stop alle lampadine a incandescenza a partire dal 2012 e sostituzione degli elettrodomestici più energivori e degli scaldabagni. Misure chiare e quantificabili per salvare il clima. Sono alcune delle misure suggerite dalla Commissione Ambiente territorio e lavori pubblici della Camera nella Relazione sui cambiamenti climatici che è approdata oggi in aula a Montecitorio.

Dagli incentivi per il trasporto pubblico a quelli per promuovere la bioedilizia, risparmio energetico ma anche fonti rinnovabili, centrali elettriche più sicure, ’cura del ferrò, combustibili naturali e nuove frontiere dell’energia (idrogeno, carbone semi-pulito, nucleare sicuro). Il piano di interventi si articola in undici proposte e ha richiesto un approfondito lavoro di analisi durato quasi sei mesi cui hanno concorso tutte le Commissioni Parlamentari e i Ministeri competenti, oltre ai vari soggetti del mondo della ricerca, dell’economia e della società. Il documento che, nell’affrontare l’emergenza climatica vuole dare indicazioni utili per la Finanziaria, sarà votato domani, a pochi giorni quindi dalla Conferenza nazionale che si è svolta a Roma.

«Gli interventi per combattere i mutamenti climatici - spiega Realacci - devono ora diventare scelte determinanti per affrontare un cambiamento radicale delle politiche nazionali, e diventare un pilastro degli indirizzi politici generali. Una grande sfida di fronte a noi che si affronta con la ricerca, l’innovazione, la conoscenza, la visione del futuro, gli stili di vita e, naturalmente, le scelte politiche di ampio respiro che tutto ciò comporta».

L’analisi affrontata nella relazione parte dalla definizione del 2007 come l’anno in cui si è registrato il consenso globale attorno al tema dei mutamenti climatici e affianca ad uno scenario nazionale e internazionale anche concrete proposte di intervento. Eccone in sintesi alcune.

CERTIFICATI BIANCHI: innalzare e prolungare nel tempo gli obiettivi di efficienza energetica per i distributori di energia elettrica e gas. Gli obiettivi per il 2005 e 2006 sono stati largamente oltrepassati. Occorre incrementare gli obbiettivi del 2008 e 2009 e fissare quelli per il periodo 2010-16.

CHI PIÙ RISPARMIA MENO PAGA: predisporre un sistema delle tariffe realmente incentivante per famiglie e imprese. Tariffe differenziali in base al consumo e in base agli orari per tutti gli utenti civili e industriali.

ELETTRODOMESTICI E LAMPADINE: vietare la vendita di elettrodomestici non di classe A dal 2010, delle lampade ad incandescenza dal 2012, disincentivare gli scaldabagni elettrici, che sono ancora oggi in Italia ben 8 milioni.

ILLUMINAZIONE PUBBLICA: programmi e investimenti per migliorare l’efficienza.

RIFIUTI: il recupero e riciclo dei rifiuti può dare un significativo contributo alla riduzione di emissioni. In termini di gas climalteranti, un incremento del 10% della quota attuale di recupero e riciclo comporterebbe una riduzione di 4 milioni di tonnellate all’anno di CO2. Deve essere fortemente favorita, con incentivi adeguati, l’opera di riciclo di quei rifiuti che possono andare a costituire materie prime secondarie riutilizzabili per le attività produttive.

EDILIZIA: per quanto riguarda invece il capitolo edilizia la commissione propone: rendere permanente e ampliare l’agevolazione del 55% introdotta con l’ultima Finanziaria per il miglioramento energetico degli edifici.

FONTI RINNOVABILI - VENTO: espandere di 3-4 volte la potenza di eolico installata per arrivare a 6000-8000 MW installati.

SOLE: il fotovoltaico può giungere - se sostenuto - a 3000 mw nel 2016. Il solare termico nella nuova edilizia e nelle ristrutturazioni può arrivare ad un ritmo di installazione di mezzo milione di metri quadrati all’anno.

CONTO ENERGIA: il meccanismo del «conto energia » oggi utilizzabile solo per il fotovoltaico può essere utilmente esteso anche alle altre energie rinnovabili.

TRASPORTI - LA LEVA FISCALE: studiata per incentivare il trasferimento di merci e passeggeri dalla strada alle ferrovie e al mare o per favorire veicoli meno inquinanti.

BOLLO AUTO IN BASE A CO2: le emissioni di CO2 come base di calcolo delle tasse automobilistiche.
TRASPORTO PUBBLICO: 500 milioni di euro per i sistemi di trasporto pubblico locale nelle aree urbane.

Fonte: lastampa.it

Inserito da: Redazione il 18/09/2007

Categorie: Cambiamenti climatici, Energia, Mobilità sostenibile, Rifiuti, Sviluppo urbano sostenibile

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