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Un gigante dei mari ucciso dalla plastica
 

Una tartaruga della specie Liuto uccisa dai sacchetti di plastica che aveva mangiato scambiandoli per meduse.

L'ha trovata sabato della scorsa settimana la Capitaneria di Porto di Gallipoli, mentre galleggiava in mare ormai stecchita, spiega Chiara Caputo, referente per le tartarughe marine dell'Osservatorio faunistico provinciale di Lecce-Museo Calimera, "e, trattandosi di una specie così rara, è stata portata per l'autopsia alla Stazione zoologica Anton Dhorn di Napoli". Ieri, domenica, i risultati: i veterinari che le hanno aperto la pancia hanno trovato un'intera collezione di sacchetti di plastica, che hanno causato all'animale un blocco intestinale. "La gente non ci pensa quando li butta in mare o li lascia sulla spiaggia - prosegue Caputo - Eppure quanti animali muoiono per questo! Il 70% di quelli trovati in difficoltà e soccorsi nel Golfo di Napoli defeca materiale antropico". Ossia, una volta portato nelle vasche-ospedale, restituisce insieme alla cacca le immondizie più disparate. E a proposito: i sacchetti per la spesa non sono gli unici oggetti di plastica letali per le tartarughe. "Anche le reti in cui si vendono i palloni da spiaggia o le cozze - prosegue Caputo - E' impossibile per gli animali espellerle dopo che le hanno ingerite. E poi quegli anelli di plastica che servono per tenere unite fra loro le lattine all'interno delle confezioni. Ho visto una tartaruga di mare morta di fame perchè uno le si era infilato attorno al muso, impedendole di aprire la bocca". La tartaruga liuto uccisa dalla plastica nel mare di Gallipoli era relativamente giovane: il guscio misurava un metro e 30 centimetri, e se fosse vissuta ancora sarebbe arrivata a circa due metri. Finora nel Mediterraneo si erano visti solo adulti. Dunque l'animale morto a Gallipoli era una doppia rarità. Davvero, bell'accoglienza le ha fatto il nostro mare di spazzatura.

Fonte: blogeko.info

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Inserito da: Redazione il 27/08/2007

Categorie: Aree verdi e sistemi naturali, Rifiuti, Risorse idriche

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