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Agenda 21 è il Programma globale di azione sullo sviluppo
sostenibile nel XXI secolo, approvato da 178 governi di tutto il mondo in
occasione della Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo (UNCED),
svoltasi a Rio de Janeiro nel giugno 1992.
Il documento di Agenda 21 affronta i temi chiave per la sostenibilità dello
sviluppo e cerca di formulare i criteri cui devono attenersi le politiche
tramite la definizione di obiettivi di carattere generale da perseguire entro
prestabiliti limiti di tempo e delle azioni e strumenti con cui raggiungerli.
Il testo, volendo definire principi che possano essere validi per l’intero
pianeta, è molto generico; è formato da 40 capitoli, raggruppati in quattro
sezioni:
-
dimensione economica e sociale;
-
conservazione e gestione delle risorse per lo sviluppo;
-
rafforzamento del ruolo degli attori sociali;
-
strumenti di attuazione.
I principali temi affrontati da Agenda 21 sono:
-
la necessità di cambiare gli attuali ed insostenibili modelli di vita, di
produzione e di consumo (Capitolo 4);
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la necessità di integrare le questioni ambientali, economiche e sociali nel
processo decisionale e nel quadro legislativo, regolamentativo e pianificatorio,
nonché nel mercato e nei sistemi di contabilità nazionale (Capitolo 8);
-
la gravità delle condizioni ambientali nelle grandi città, specie nelle
metropoli dei Paesi in via di sviluppo (Capitolo 7);
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il deterioramento di risorse come l’aria (Capitolo 9), il suolo (Capitolo 10),
l’acqua (Capitolo 18);
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il problema dei rifiuti (Capitolo 21);
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l’educazione, la formazione e la sensibilizzazione (Capitoli 36 e 40) ai temi
ambientali;
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il coinvolgimento di tutti gli attori locali nel processo dello sviluppo
sostenibile (Sezione III).
AGENDA 21 LOCALE
Il documento di Agenda 21 riconosce un ruolo decisivo, nell’attuazione delle
politiche di sviluppo sostenibile, alle comunità locali. A tutti gli Enti locali
è rivolto un invito a realizzare una propria Agenda 21 Locale che traduca gli
obiettivi generali di Agenda 21 in programmi e interventi concreti, specifici
per ogni realtà territoriale.
Nel Capitolo 28 del Programma globale di azione sullo sviluppo sostenibile, si
legge: «Poiché molti dei problemi (e delle relative soluzioni) affrontati da
Agenda 21 hanno radici locali, la partecipazione e la cooperazione degli Enti
locali sarà un fattore determinante nel raggiungimento dell’obiettivo della
sostenibilità. Gli Enti locali progettano, realizzano e gestiscono le
infrastrutture ambientali, economiche e sociali, controllano i processi di
pianificazione, stabiliscono politiche e regolamenti di livello locale e
contribuiscono all’attuazione delle politiche ambientali nazionali e regionali.
In quanto livello di governo più vicino ai cittadini, esse giocano un ruolo
vitale nell’educare, attivare e informare il pubblico per la promozione dello
sviluppo sostenibile».
Obiettivo prioritario delle Agenda 21 locali è portare avanti un programma
d’azione capace di determinare effetti positivi sulle condizioni ambientali
globali e che preveda un attivo coinvolgimento di tutti gli attori sociali,
secondo forme innovative di informazione, di comunicazione, di partecipazione e
di azione, dirette a conseguire una «reale partnership sociale» (Agenda 21,
Capitolo 23). Nel Capitolo 28 si legge infatti: «Ogni Ente locale deve dialogare
con i propri cittadini, le organizzazioni e le imprese per la realizzazione di
un’Agenda 21 Locale. La consultazione e la progressiva costruzione del consenso
possono consentire agli Enti locali di imparare molte cose e di acquisire le
informazioni necessarie per formulare le migliori strategie. Il processo di
consultazione finirebbe per accrescere la consapevolezza sui temi rilevanti
dello sviluppo sostenibile».
IL PROCESSO DI AGENDA 21 LOCALE
L’Agenda 21 Locale rappresenta un processo finalizzato alla definizione e
attuazione di un Piano d’Azione a lungo termine per la sostenibilità locale (PdA),
caratterizzato da un approccio partecipativo.
Le modalità e gli strumenti mediante i quali giungere all’elaborazione del PdA
risultano strettamente correlati alle specificità del territorio in cui si
applicano.
In linea generale un percorso di un’A21L è articolato nelle seguenti tappe:
-
impegno formale dell’Amministrazione alla costituzione dell’A21L;
-
indagine del contesto territoriale di riferimento;
-
attivazione delle modalità di coinvolgimento della comunità locale;
-
elaborazione del Piano di Azione;
-
attuazione del Piano di Azione;
-
monitoraggio dei risultati ottenuti ed eventuale revisione del Piano.
Il percorso di un’A21L prende ufficialmente le mosse con una delibera dell’Ente
promotore, attraverso la quale si dichiara l’intenzione di intraprendere un’A21L
e di aderire alla Carta di Aalborg. L’avvio concreto del processo si compie con
l’individuazione da parte dell’Ente delle risorse finanziarie e umane che
possono essere messe a disposizione dell’A21L.
Per individuate le problematiche da affrontare durante il percorso di A21L si
deve effettuare uno studio approfondito dello stato dell’ambiente e del sistema
socioeconomico locale, che consenta di descrivere il quadro delle peculiarità e
criticità. A partire da questo profilo del territorio è possibile stabilire le
azioni più adatte alla propria realtà, in termini di fattibilità ed efficacia.
Lo strumento di reporting maggiormente utilizzato a tal scopo, è il Rapporto
sullo Stato dell’Ambiente (RSA), che delinea una fotografia della situazione
locale. In alcuni casi al RSA è preferita la contabilità ambientale.
Tali strumenti risultano particolarmente importanti perché consentono anche di
far conoscere ai cittadini il proprio territorio e di favorire, in questo modo,
una concreta partecipazione della comunità all’A21L.
Parallelamente alla definizione del quadro di riferimento territoriale, si
realizza l’istituzione di un’assemblea, il cosiddetto Forum dell’A21L,
costituita dai rappresentanti di tutti i settori della comunità locale. Il Forum
ha un ruolo attivo in tutte le diverse fasi: dalla definizione del PdA alla sua
attuazione, valutazione e revisione. I suoi partecipanti sono organizzati in
tavoli tematici, nell’ambito dei quali sono individuati gli obiettivi generici
che si intendono raggiungere in ciascun campo, partendo dalle criticità
scaturite dall’analisi del contesto locale. Sulla base di tali obiettivi
generali sono definiti i target, obiettivi puntuali e misurabili, e le possibili
modalità di intervento per il loro raggiungimento. Il Forum si occupa anche di
individuare il ruolo che ciascun portatore d’interesse deve assumere nella
realizzazione di tali obiettivi.
Una volta individuate le diverse opzioni attuative, è definita la gerarchia
delle azioni. L’attribuzione delle priorità scaturisce dalla considerazione
della comunità locale riguardo la gravità dei diversi problemi e dalla
valutazione delle opzioni meglio attuabili e più efficaci.
Per ciascuno dei target è predisposto un programma tematico di azione ambientale
in cui sono descritte in dettaglio le opzioni di intervento proposte.
Il Piano d’Azione Locale rappresenta il quadro completo di tutti gli obiettivi
ed azioni individuati per le diverse aree tematiche ed è adottato a seguito
dell’approvazione del Forum.
La realizzazione del Piano è sottoposta ad un continuo monitoraggio, volto a
valutare lo stato di attuazione e verificare l’efficacia degli interventi
rispetto la situazione ambientale.
L’esame dei risultati ottenuti è finalizzato alla revisione periodica del Piano
stesso, che viene effettuata anche per tenerlo aggiornato in relazione anche ai
cambiamenti delle condizioni ambientali e all’acquisizione di nuove informazioni
e capacità tecniche. |